A trip to Bologna

Metti una città che è nel tuo cuore da quando l’hai conosciuta e apprezzata. una kermesse familiare a cui hai deciso di partecipare con entusiasmo, un weekend decisamente primaverile fatto di aria frizzantina, cielo azzurro e tanto sole. Mescola con equilibrio tutti questi elementi e aggiungi come ingrediente consueto pochi scatti col cellulare, rigorosamente di “pancia”. Fatti con l’idea di conservarli nella memoria guardandoli con un sorriso. Otterrai come risultato finale il resoconto di un fine settimana bolognese, molto scelto e molto vissuto.
Buona visione
Lucia

Quando acquisto un biglietto ferroviario è raro che scelga il posto. Mi lascio un po’ guidare dal caso, forse per pigrizia o forse per un leggero senso di fatalità. E così capita – com’è accaduto stavolta – che io debba sedere al lato del finestrino. Una soluzione che non mi entusiasma troppo perché mi dà poca libertà di movimento incastrata in un angolo, ma che stavolta però mi ha consentito di guardare il panorama soleggiato e primaverile che mi sfilava davanti agli occhi. Una piccola promessa di apertura dopo la mia partenza da una città avvolta nel grigio chiaro delle nuvole.

 

Quante volte avrò camminato sotto i portici bolognesi di via dell’Indipendenza? Tantissime. A volte in fretta, altre volte in modalità più rilassata, in compagnia di mia figlia – che a Bologna ha studiato all’università – o di amici. Stavolta, però, dopo un’assenza di ben sette anni, l’ho fatto in maniera più consapevole; senza l’urgenza di raggiungere il prima possibile la meta prefissata, con l’intenzione di godermi ogni attimo di questa rimpatriata emotivo-sentimentale che avrei voluto fare da tempo.

 

Affacciarmi in zona pedonale e e scattare la prima prospettiva lunga di una via che non è semplicemente perpendicolare a una piazza cittadina identitaria è stato atto dovuto, quasi necessario, prima di piegare a sinistra e andare in hotel. Una concessione indulgente all’atteggiamento lento che ha contraddistinto il mio arrivo.

Che odore e colore ha un cielo azzurro al risveglio? Quello di una primavera che è oramai conclamata anche se non ancora sbocciata appieno. Accompagnato dall’incanto di affacciarmi alla finestra guardando verso l’alto in un contrasto cromatico molto particolare e brillante prima di iniziare a prepararmi per la mia giornata appena iniziata.

Palazzo d’Accursio è un gioiello di storia e di memoria in una piazza che ho tante volte attraversato in più stagioni con più stati d’animo. La Sala Rossa una bomboniera piccola e preziosa; uno scrigno di emozioni e di bellezza, rappresentate attraverso le sensibilità di chi continua a popolarla portando con sé gioia e speranza.

Le due torri sono la bolognesità concretizzata. In una foto forse un po’ mainstream che, però, mi ha tentata e convinta perché io la scattassi e la mettessi da parte per guardarla in seguito in un attimo di quiete.

I momenti di commiato sono rappresentati da una foto presa per chiudere il cerchio di emozioni di una due giorni in equilibrio perfetto tra varie sensazioni e un altro fotogramma in dirittura di cielo. Luminoso come al mio arrivo e perfetto nella sua valenza di arrivederci, a presto, Lucia. Col senno di poi direi che non avrei potuto aspirare a meglio: pochi tratti identitari, molte occasioni per pensare, altrettante da serbare nella mia memoria più intima. Un mondo ancora da immaginare, senza limiti o paletti di nessun tipo.

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Autore: luciaguida

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