Ci sono cose che continuiamo a rimandare perché sembrano poter aspettare.
Poi, a un certo punto, smettono di poterlo fare.
Una riflessione sul tempo, sulle priorità e su tutto ciò che meriterebbe attenzione prima di diventare necessario.
Da Substack, su Lusilux, Casa di Parole.
Buona lettura a tutti
Prima che sia urgente
Ieri mattina avevo un appuntamento con la prevenzione per fare una mammografia e un’ecografia mammaria.
Non è un evento che vivo con particolare leggerezza. Nella mia famiglia il tumore al seno ha lasciato tracce profonde: ho perso una zia materna alla quale ero molto legata; un’altra zia, paterna, è riuscita invece a salvarsi grazie alla prevenzione. Anche mia madre ne ha sofferto nell’ultima parte della sua vita.
Forse è anche per questo che, quando arriva il momento dei controlli annuali, non rimando.
Ma non è semplicemente perché sono madre di un medico, né soltanto per queste annotazioni così personali, che considero la prevenzione un atto fondamentale: è qualcosa che facciamo quando ancora non esiste un’emergenza.
Qualcuno potrebbe scorgervi quasi un paradosso. Perché proprio quando stiamo bene dovremmo trovare il tempo e la disciplina per occuparci di qualcosa a cui preferiremmo non pensare?
È per questo che non vorrei parlare di prevenzione ricorrendo al logoro «prevenire è meglio che curare», ma piuttosto considerarla una forma di responsabilità verso se stessi. Che, tradotto in soldoni, significa non vivere nell’angoscia della malattia di continuo ma neppure delegare tutto alla fortuna.
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“Cieli” è uno scatto mio




In foto il Grande Buddha di Kamakura – scatto dell'autrice, maggio 2026




