Ritorni in punta di piedi

Dopo la pausa pasquale dedicata agli affetti di famiglia riprendono le mie pubblicazioni sulla mia pagina Casa di Parole di Substack.

Questa volta torno su un tema che mi accompagna spesso:i rientri, e quel momento sospeso in cui ogni viaggio  può diventare una potente metafora esistenziale. Perché qualsiasi viaggio, se c’è ed è vissuto realmente, è prima di tutto un percorso interiore.
Buona lettura a tutti
A presto

Lucia

Ritorni in punta di piedi

Ci sono rientri che non fanno rumore

Il ritorno non è mai un gesto netto.

Non coincide con l’arrivo in stazione, né con l’attimo in cui il treno rallenta e qualcuno si alza, intempestivo, per prendere la valigia.

Il ritorno comincia molto prima.

Forse nel punto esatto in cui smetti di guardare fuori dal finestrino e inizi, senza accorgertene, a guardare dentro.

C’è un tempo sospeso, nei viaggi di ritorno, che non appartiene né al luogo che lasci né a quello in cui stai tornando. È un tempo intermedio, senza richieste. Non c’è nessuno che ti chieda di essere coerente, di decidere, di spiegare.
(…)
Il resto, se ne avete piacere, è qui