A PLPL 2024, breve cronistoria emotiva e sensoriale di qualche ora alla Fiera libraria romana

Qualche brevissima notazione di cronaca sulla mia mattinata a PLPL 2024 ospite dello stand di Arkadia P04 presso la postazione della Regione Sardegna – AES. Poche righe per riprendere il filo con chi ha la bontà di venirmi a cercare qui su WP per leggere di me e delle mie cose
Baci e a rileggerci prestoLucia

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CRONACA DI UNA MEZZA GIORNATA PERFETTA

Stamattina partenza di buon’ora; nuvole poggiate sulle montagne dell’appennino come bioccoli sfaldati di lana leggera, un po’ di nebbia nel mentre ma a Roma tanto sole. Una luce che ti riscalda dentro e che mitiga l’aria frizzantina che ti accoglie all’uscita della metropolitana.
Alla Nuvola volti noti e appena conosciuti e un’atmosfera soffusa e gentile come il sole che continua a filtrare attraverso le vetrate. Sarà un caso ma è la seconda volta che Arkadia è ospitata in uno stand luminosissimo; stavolta è quello messo a disposizione dalla Regione Sardegna per l’Aes.
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Un super abbraccio a Milvia Comastri, briosa come sempre e super impegnata nei tanti eventi librari, una bella chiacchierata con Patrizio Zurru, Ettore Zanca, Paolo Restuccia e la sua gentile signora, con un paio di lettori curiosi di sapere qualcosa in più sulle vicissitudini di Alice e con i gentilissimi addetti alla cassa dello stand P04. Il tempo di ripartire arriva presto ma ha il sentore dolce delle cose fatte con piacere genuino.
biglietto
Torno a casa contenta di esserci stata anche se per pochissimo. Ed è una bella sensazione, un punto fermo nei giorni che rotolano troppo in fretta verso la fine di questo anno impegnativo e verso un 2025 che per me sarà davvero colmo di novità. Nuovi sentieri da perlustrare con un bagaglio a mano forse più leggero che in passato ma dal contenuto essenziale: di sicuro pieno solo di ciò che conta davvero
Lucia
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Un pomeriggio al Kunstmuseum

Un viaggio a Basilea val bene la visita al KuMu, Il Kunstmuseum di città primo esempio di museo borghese svizzero esistente. E
Il mio personale resoconto di un pomeriggio di fine estate alla scoperta di una istituzione che raccoglie una collezione ricchissima ed estremamente composita di opere d’arte dal XV secolo ai giorni nostri capace di soddisfare il gusto di ciascun visitatore.
Con quest’articolo si apre per me una collaborazione da freelance con la rivista Mentinfuga che mi auguro sia lunga e proficua per entrambi
Buona lettura e a presto
Lucia

UN POMERIGGIO AL KUNSTMUSEUM DI BASILEA

Nutrirsi di Arte e Bellezza è il miglior alimento per una quotidianità che gratifichi tutti maggiormente. È probabilmente per questo motivo che la municipalità svizzera di Basilea fa pervenire ai nuovi residenti un carnet contenente il meglio di quanto una città di nuova residenza possa offrire a ogni suo nuovo abitante. Un segno tangibile di civiltà e un invito a guardare oltre, alla ricerca di ciò che possa rappresentare il meglio sempre.
(…)

 

Kunstmuseum Basel | Hauptbau, St. Alban-Graben 16, 4010 Basel

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Courtesy of Basel KuMu, shot by Mark Niedermann (2022)

L’articolo originale è qui 

Al SalTo otto anni dopo

Ci sono posti privilegiati che ti prendono così tanto da farti a volte temere che ritornarvi possa spezzare l’incantesimo, quella magia di colori, suoni, sensazioni che rendono indelebile la tua “prima volta”. È forse per questo che in generale raramente torno sul luogo del delitto, anche se si tratta di una fiera libraria importante, kermesse imprescindibile e gioia e dolori per tanti lettori e autori. Stavolta ho glissato su questa mia legge di vita per una buona causa, il mio ingresso in Arkadia, mia nuova casa editrice per la quale in estate nascerà il mio ultimo figlietto di carta, un romanzo di narrativa contemporanea. Nel mio cuore resta comunque un’immensa gratitudine per Amarganta, la prima ad avermi fortemente voluta al SalTo nel 2016 dopo aver creduto nelle mie capacità scrittorie dando alle stampe con entusiasmo e competenza il mio secondo romanzo.

Lucia

I libri pesano tanto: eppure, chi se ne ciba e se li mette in corpo, vive tra le nuvole

Luigi Pirandello, Il fu Mattia Pascal.

Torino ha un’anima complessa. Torino città operaia. Torino città della Fiat. Torino con la tradizione di città capitale. Torino città italiana, anzi romana, ma anche città alpina, che guarda alla Francia e all’Europa. Torino di Gobetti, di Einaudi, di Bobbio, di Gramsci e dell’«Ordine nuovo», Torino comunista e Torino liberale. Torino col suo carattere, la sua sobrietà, la sua serietà, che non si apre e non si dà tanto facilmente, ma che ti accetta quando si convince che impersoni i suoi stessi valori: l’impegno nel lavoro, una forte cultura civica, un senso del dovere che ti compete, per la parte che hai nella vita della città.

A. Levi

Arrivare di sera a Torino, dopo aver perso la coincidenza a Milano e aver traccheggiato in stazione aspettando di ripartire. Essere accolti da un’aria leggera e mite di venerdì sera nel cuore della città pronta ad aprirsi al fine settimana en plein air sotto un cielo ancora chiaro a cui io non sono abituata ma che mi è sempre piaciuto per le enormi potenzialità che con generosità concede sempre alla Luce.

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Adoro le case che hanno il privilegio di ergersi a tetto del mondo aprendo le loro finestre verso l’alto e verso il cielo, di qualsiasi colore esso sia. Per me questo è un chiaro invito ad andare oltre, sorvolando sui tanti sassolini nella scarpa che la quotidianità ci costringe ad accumulare nostro malgrado. Svegliarsi al mattino senza essere costretti a guardare verso il basso è una grandissima consolazione e un invito a pensare al bello e al buono malgrado tutto e tutti, sempre.

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La mia visita al Museo Egizio non è soltanto arricchimento personale ma tributo dovuto a Christian Greco, direttore di questo straordinario presidio torinese di Cultura, che ne ha fatto un capolavoro di assoluta bellezza fruibile da parte di tutti. E i tanti visitatori che di continuano lo affollano sono prova vivente di quanto competenza e passione ben si sposino con il culto del Bello condiviso e partecipato.

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Essere nata in una città di antichissima origine mi ha portata sin da bambina ad apprezzare l’opulenza e il fasto dei palazzi d’epoca di cui anche Torino è ricca. Il mio immaginario è colpito soprattutto dalle ampie scalinate e dall’idea di  flusso continuo di umanità portatrice di pensieri, aspettative, emozioni. Un’energia vitale che si rinnova nei secoli perché è aspaziale e atemporale: è eterna e duratura.

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“Dov’è la festa?”, sembrerebbe suggerire questa immagine. Nonostante i tempi continuino a essere difficili e complessi per chi mette al centro del proprio mondo la Cultura in senso ampio, il pellegrinaggio dei tanti aficionados alla carta stampata e al potere della pagina scritta anche virtualmente è stato anche per quest’anno costante e continuo. A sprezzo  del caldo e delle tante file fatte anche per riempire una semplice bottiglietta d’acqua. Ci sono gratificazioni che non hanno concretezza di spessore tangibile ma che riempiono dentro saziando e nutrendo. Un libro è anche questo e val bene il sacrificio di questo tipo di pellegrinaggio.

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Di recente mi sono appassioinata allo studio della lingua giapponese iniziando tardivamente a occuparmi della cultura del sol levante. Un modo di concepire l’esistenza per certi versi controverso, certamente affascinante, in cui ogni cosa si contrappone spesso al suo esatto opposto invitando gli osservatori esterni come me a una riflessione puntuale, scevra da sovrastrutture, per procurarsi un’opinione personale e obiettiva. Non so se andrò mai in Giappone, ma un pezzo di questa terra è già dentro di me in un angolo protetto del mio cuore.

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Lucia Guida

NB: le foto di quest’articolo sono state interamente scattate dalla sua autrice nelle seguenti location: Quadrilatero di Torino,  Museo Egizio, Lingotto Fiere, Palazzo Barolo in Torino.

Un Libro ti cambia la vita

Un Libro ti cambia la vita.
Con me di sicuro lo ha fatto, regalandomi gioia e soddisfazioni infinite da bambina ottenne, dall’istante in cui ho scoperto che dono potesse essere la lettura leggendo il mio primo libro “da grande” a oggi, adulta fatta. Leggere di continuo mi ha permesso di lavorare di fantasia, sollevandomi da una realtà che facevo fatica ad accettare e che talvolta non capivo per portarmi in luoghi magici lontani fisicamente ma così vicini al mio sentire. A terminare in bellezza anche le giornate più faticose concedendomi qualche pagina di pura meraviglia. A mantenermi come autrice con i piedi ben piantati per terra: c’è sempre qualcuno da ammirare dal punto di vista scrittorio perché è stato in grado di guardarti dentro e di portare allo scoperto quello che faticavi ad ammettere.
Forse dovremmo scrivere meno libri e leggere molto ma molto di più. Lo dovremmo fare come forma di meditazione personale con l’entusiasmo e la voglia di migliorarci mettendo da parte un’autoreferenzialità che non aiuta mai a crescere. Compriamo libri dove più ci pare e regaliamoli alle persone a cui più teniamo invece di prestarli: perché un libro è un amico sincero e intimo e non va dato con facilità a terzi.
Leggiamo sempre e comunque tantissimi libri.
Non ce ne pentiremo, mai.
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In foto Lucia con una delle sue Bibbie, l’opera omnia di Wislawa Szymborska. Lo scatto è della bravissima fotografa Rossana Lamanna, dicembre 2018

Haiku di Buona Pasqua

Non sono una grande poetessa perciò prendete queste mie righe per quello che sono nella realtà: una sorta di  divertissement scrittorio rubato al fluire del tempo. La settimana di Pasqua volge al termine alternando nuvole, pioggia e sole inframezzati da piccole tempeste che si concludono in modo fortunatamente rapido e indolore. Le giornate continuano ad allungarsi sulla nostra quotidianità punteggiata da piccole e grandi incombenze che non sempre riusciamo a rimandare e che la fanno da padrone sui propositi migliori. 
La Primavera c’è e si sente, dentro e fuori di noi.
Auguri ricamati di serenità e salute a tutti. A rileggerci presto.

Lucia 

Haiku di Primavera

Scrivo veloce

mentre la pioggia fina

canta sul tetto

Lucia Guida (2024)

crepuscolo sul mare
“Crepuscolo sulla spiaggia di Pescara”, marzo 2024, foto di Lucia


New Year, New Life, New Start: un pomeriggio al cinema con “Il ragazzo e l’airone” di Hayao Miyazaki

Anno nuovo, vita rinnovata, nuovi inizi. Un nuovo template per la mia pagina di autrice su WP e un pomeriggio al cinema con “Il ragazzo e l’airone” di. H Miyazaki. Perché nella vita nulla è lasciato al caso, mai. Per voi i miei appunti di viaggio e la mia lettura informale del film, da amica di penna e di storie.
A rileggerci presto

Lucia


風を受け走り出す がれきを越えていく

この道の行く先に 誰かが待っている

光さす夢を見る いつの日も

地球儀, 米津 玄師 




La vita ci offre sempre spunti grandiosi per chiudere il cerchio.

Con me lo ha fatto invogliandomi ad andare a vedere al cinema l’ultimo capolavoro di Hayao Miyazaki, Il ragazzo e l’airone, prodotto da Studio Ghibli e distribuito in Italia da Lucky Red. È la storia di un preadolescente tormentato dalla prematura perdita di sua madre e insofferente verso suo padre e verso la sua nuova compagna, Natsuko, sorella di sua madre, nei confronti della quale non riesce a nutrire la medesima incondizionata accettazione mostrata dalla donna nei suoi confronti, né accetta la sua gravidanza che lo trasformerà in fratello maggiore. Il film, dal I gennaio anche nelle sale italiane, ha fatto incetta di premi e di incassi oltre ad aver stuzzicato la curiosità degli spettatori per la lunga gestazione, metastoricamente parlando, che ha spinto il suo artefice a interpretare attraverso un lungometraggio animato di più di due ore la complessità della realtà di tutti i giorni. Tra i tanti notevoli spunti di riflessione quello che porto via con me è la considerazione vitale di come non sia peccato cambiare opinione sulla gente e sulle cose del mondo se soltanto ci si rende conto di essere sul punto di compiere un errore madornale. Attraverso un percorso alla Lewis Carroll,  popolato da personaggi bizzarri equamente suddivisi tra figure benevole e altre che lo sono molto meno nonostante l’apparenza piacevole e colorata, Mahito crescerà e si evolverà grazie a  un personalissimo viaggio dell’eroe espiando la sua iniziale (anche se umanissima e per certi versi condivisibile) mancanza di empatia verso Natsuko, unica dall’inizio della storia ad avergli teso una mano per riportarlo nella tranquillità di un’esistenza domestica fatta di affetti concreti. La mia chicca personale finale extra è stata ascoltare a fine proiezione, quale parte della colonna sonora del film, il brano 地球儀(ちきゅうぎ)Chikyuugi  “Spinning Globe” interpretato da  Kenshi Yonezu; pezzo in giapponese che le sensei Haruka-san e Grazia-san avevano proposto quest’anno a noi corsisti della sessione invernale Nyūmon 2 quale input extra da coltivare e su cui esercitarci. Ve ne propongo il testo in lingua originale e nella traduzione inglese perché possiate fruirne appieno. Quanto a me, spero di riprendere al più presto e in maniera più sistematica e costante il percorso culturale e linguistico nel paese del Sol Levante iniziato nella primavera scorsa.

僕が生まれた日の空は 高く遠く晴れ渡っていた

行っておいでと背中をなでる 声を聞いたあの日

季節の中ですれ違い 時に人を傷つけながら

光に触れて影を伸ばして さらに空は遠く

風を受け走り出す がれきを越えていく

この道の行く先に 誰かが待っている

光さす夢を見る いつの日も

とびらを今開け放つ 秘密をあばくように

あき足らず思いはせる 地球儀を回すように

僕が愛したあの人は  誰も知らないところへ行った

あの日のままの優しい顔で 今もどこか遠く

雨を受け歌い出す  人目もかまわず

この道が続くのは 続けと願ったから

また出会う夢を見る いつまでも

ひとかけら握りこんだ 秘密を忘れぬように

最後まで思いはせる 地球儀を回すように

あぁ、小さな自分の 正しい願いから始まるもの

ひとつ淋しさを抱え 僕は道を曲がる

風を受け走り出す がれきを越えていく

この道の行く先に 誰かが待っている

光さす夢を見る いつの日も

とびらを今開け放つ 秘密をあばくように

手が触れ合う喜びも 手放した悲しみも

あき足らず描いていく 地球儀を回すように



The clear sky on the day I was born was

So high, distant, and endless

The day I heard a voice patting me

On the back telling me to go ahead

Faces I met in the seasons

At times hurting one another

Shine by the light, the shadow extends

As the sky grows further away

I catch the wind and start running, overcoming the rubble

At the end of this road, someone is waiting for me

Dream of light shining through, at any day of the week

Open the door this moment, like revealing hidden secrets

Can’t hold myself longing for more, like the spinning globe

The person I loved

Has gone to somewhere no one knows

With the usual kind smile as any other day

Still somewhere far away

I take in the rain and start singing, not minding if seen

This road continues because I wished it would continue

I dream of meeting again, for ever and ever

I grasped the fragment firmly, so the secret remains

I’ll keep longing till the end, like the spinning globe

It all starts from an innocent wish made long ago

Carrying the loneliness in my heart

I turn the corner

I catch the wind and start running, overcoming the rubble

At the end of this road, someone is waiting for me

Dream of light shining through, at any day of the week

Open the door this moment, like revealing hidden secrets

The joy of holding ones hand, the suffering of losing one

Can’t hold myself from picturing, like the spinning globe*

*parole, melodia e interpretazione di K. Yonezu




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ph. credits: una scena del lungometraggio e una delle locandine filmiche reperibili su luckyreddotit

In Arkadia

Durante tutti questi mesi ho dedicato le mie energie a tante cose belle e creative mentre provavo a crescere un po’ scrittoriamente.
Pochi giorni fa ho firmato per Arkadia Editore che pubblicherà a fine primavera il mio quarto romanzo. Sono felicissima di questo importante tassello che mi aiuta ad ampliare i miei orizzonti di affabulatrice e di persona. Spero che questa nuova avventura mi porti verso Itaca con consapevolezza e lievità rinnovate. Io sono felice, voi siatelo per me, di cuore.

Lucia

Lucia Guida contratto Arkadia 2.jpg copia
“At Home”, scatto di ottobre 2023

“Non isdegnare queste
Nelle spiagge di Pindo
D’erbe, e di fior conteste
Per man d’Illustri Femmine canore
Che mal grado di Morte altrui dan Vita”

Giovanni Battista Recanati (1687-1734/35)

Thinking and Writing as an English Teacher – 18th Lesson


Rampant ambition is addictive to those who practise it

 

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ph. credit: flickrdotcom

 

“L’ambizione sfrenata crea dipendenza in coloro che la praticano”