Baci e a rileggerci prestoLucia

CRONACA DI UNA MEZZA GIORNATA PERFETTA







Un viaggio a Basilea val bene la visita al KuMu, Il Kunstmuseum di città primo esempio di museo borghese svizzero esistente. E
Il mio personale resoconto di un pomeriggio di fine estate alla scoperta di una istituzione che raccoglie una collezione ricchissima ed estremamente composita di opere d’arte dal XV secolo ai giorni nostri capace di soddisfare il gusto di ciascun visitatore.
Con quest’articolo si apre per me una collaborazione da freelance con la rivista Mentinfuga che mi auguro sia lunga e proficua per entrambi
Buona lettura e a presto
Lucia
Nutrirsi di Arte e Bellezza è il miglior alimento per una quotidianità che gratifichi tutti maggiormente. È probabilmente per questo motivo che la municipalità svizzera di Basilea fa pervenire ai nuovi residenti un carnet contenente il meglio di quanto una città di nuova residenza possa offrire a ogni suo nuovo abitante. Un segno tangibile di civiltà e un invito a guardare oltre, alla ricerca di ciò che possa rappresentare il meglio sempre.
(…)
L’articolo originale è qui

Ph. credit: Andrea Rontini
Ci sono posti privilegiati che ti prendono così tanto da farti a volte temere che ritornarvi possa spezzare l’incantesimo, quella magia di colori, suoni, sensazioni che rendono indelebile la tua “prima volta”. È forse per questo che in generale raramente torno sul luogo del delitto, anche se si tratta di una fiera libraria importante, kermesse imprescindibile e gioia e dolori per tanti lettori e autori. Stavolta ho glissato su questa mia legge di vita per una buona causa, il mio ingresso in Arkadia, mia nuova casa editrice per la quale in estate nascerà il mio ultimo figlietto di carta, un romanzo di narrativa contemporanea. Nel mio cuore resta comunque un’immensa gratitudine per Amarganta, la prima ad avermi fortemente voluta al SalTo nel 2016 dopo aver creduto nelle mie capacità scrittorie dando alle stampe con entusiasmo e competenza il mio secondo romanzo.
Lucia
I libri pesano tanto: eppure, chi se ne ciba e se li mette in corpo, vive tra le nuvole
Luigi Pirandello, Il fu Mattia Pascal.
Torino ha un’anima complessa. Torino città operaia. Torino città della Fiat. Torino con la tradizione di città capitale. Torino città italiana, anzi romana, ma anche città alpina, che guarda alla Francia e all’Europa. Torino di Gobetti, di Einaudi, di Bobbio, di Gramsci e dell’«Ordine nuovo», Torino comunista e Torino liberale. Torino col suo carattere, la sua sobrietà, la sua serietà, che non si apre e non si dà tanto facilmente, ma che ti accetta quando si convince che impersoni i suoi stessi valori: l’impegno nel lavoro, una forte cultura civica, un senso del dovere che ti compete, per la parte che hai nella vita della città.
A. Levi
Arrivare di sera a Torino, dopo aver perso la coincidenza a Milano e aver traccheggiato in stazione aspettando di ripartire. Essere accolti da un’aria leggera e mite di venerdì sera nel cuore della città pronta ad aprirsi al fine settimana en plein air sotto un cielo ancora chiaro a cui io non sono abituata ma che mi è sempre piaciuto per le enormi potenzialità che con generosità concede sempre alla Luce.

Adoro le case che hanno il privilegio di ergersi a tetto del mondo aprendo le loro finestre verso l’alto e verso il cielo, di qualsiasi colore esso sia. Per me questo è un chiaro invito ad andare oltre, sorvolando sui tanti sassolini nella scarpa che la quotidianità ci costringe ad accumulare nostro malgrado. Svegliarsi al mattino senza essere costretti a guardare verso il basso è una grandissima consolazione e un invito a pensare al bello e al buono malgrado tutto e tutti, sempre.

La mia visita al Museo Egizio non è soltanto arricchimento personale ma tributo dovuto a Christian Greco, direttore di questo straordinario presidio torinese di Cultura, che ne ha fatto un capolavoro di assoluta bellezza fruibile da parte di tutti. E i tanti visitatori che di continuano lo affollano sono prova vivente di quanto competenza e passione ben si sposino con il culto del Bello condiviso e partecipato.

Essere nata in una città di antichissima origine mi ha portata sin da bambina ad apprezzare l’opulenza e il fasto dei palazzi d’epoca di cui anche Torino è ricca. Il mio immaginario è colpito soprattutto dalle ampie scalinate e dall’idea di flusso continuo di umanità portatrice di pensieri, aspettative, emozioni. Un’energia vitale che si rinnova nei secoli perché è aspaziale e atemporale: è eterna e duratura.

“Dov’è la festa?”, sembrerebbe suggerire questa immagine. Nonostante i tempi continuino a essere difficili e complessi per chi mette al centro del proprio mondo la Cultura in senso ampio, il pellegrinaggio dei tanti aficionados alla carta stampata e al potere della pagina scritta anche virtualmente è stato anche per quest’anno costante e continuo. A sprezzo del caldo e delle tante file fatte anche per riempire una semplice bottiglietta d’acqua. Ci sono gratificazioni che non hanno concretezza di spessore tangibile ma che riempiono dentro saziando e nutrendo. Un libro è anche questo e val bene il sacrificio di questo tipo di pellegrinaggio.
Di recente mi sono appassioinata allo studio della lingua giapponese iniziando tardivamente a occuparmi della cultura del sol levante. Un modo di concepire l’esistenza per certi versi controverso, certamente affascinante, in cui ogni cosa si contrappone spesso al suo esatto opposto invitando gli osservatori esterni come me a una riflessione puntuale, scevra da sovrastrutture, per procurarsi un’opinione personale e obiettiva. Non so se andrò mai in Giappone, ma un pezzo di questa terra è già dentro di me in un angolo protetto del mio cuore.
Lucia Guida
NB: le foto di quest’articolo sono state interamente scattate dalla sua autrice nelle seguenti location: Quadrilatero di Torino, Museo Egizio, Lingotto Fiere, Palazzo Barolo in Torino.

Non sono una grande poetessa perciò prendete queste mie righe per quello che sono nella realtà: una sorta di divertissement scrittorio rubato al fluire del tempo. La settimana di Pasqua volge al termine alternando nuvole, pioggia e sole inframezzati da piccole tempeste che si concludono in modo fortunatamente rapido e indolore. Le giornate continuano ad allungarsi sulla nostra quotidianità punteggiata da piccole e grandi incombenze che non sempre riusciamo a rimandare e che la fanno da padrone sui propositi migliori.
La Primavera c’è e si sente, dentro e fuori di noi.
Auguri ricamati di serenità e salute a tutti. A rileggerci presto.
Lucia
Haiku di Primavera
Scrivo veloce
mentre la pioggia fina
canta sul tetto
Lucia Guida (2024)

“Crepuscolo sulla spiaggia di Pescara”, marzo 2024, foto di Lucia

L. Guida
Anno nuovo, vita rinnovata, nuovi inizi. Un nuovo template per la mia pagina di autrice su WP e un pomeriggio al cinema con “Il ragazzo e l’airone” di. H Miyazaki. Perché nella vita nulla è lasciato al caso, mai. Per voi i miei appunti di viaggio e la mia lettura informale del film, da amica di penna e di storie.
A rileggerci presto
Lucia
光さす夢を見る いつの日も
地球儀, 米津 玄師
Con me lo ha fatto invogliandomi ad andare a vedere al cinema l’ultimo capolavoro di Hayao Miyazaki, Il ragazzo e l’airone, prodotto da Studio Ghibli e distribuito in Italia da Lucky Red. È la storia di un preadolescente tormentato dalla prematura perdita di sua madre e insofferente verso suo padre e verso la sua nuova compagna, Natsuko, sorella di sua madre, nei confronti della quale non riesce a nutrire la medesima incondizionata accettazione mostrata dalla donna nei suoi confronti, né accetta la sua gravidanza che lo trasformerà in fratello maggiore. Il film, dal I gennaio anche nelle sale italiane, ha fatto incetta di premi e di incassi oltre ad aver stuzzicato la curiosità degli spettatori per la lunga gestazione, metastoricamente parlando, che ha spinto il suo artefice a interpretare attraverso un lungometraggio animato di più di due ore la complessità della realtà di tutti i giorni. Tra i tanti notevoli spunti di riflessione quello che porto via con me è la considerazione vitale di come non sia peccato cambiare opinione sulla gente e sulle cose del mondo se soltanto ci si rende conto di essere sul punto di compiere un errore madornale. Attraverso un percorso alla Lewis Carroll, popolato da personaggi bizzarri equamente suddivisi tra figure benevole e altre che lo sono molto meno nonostante l’apparenza piacevole e colorata, Mahito crescerà e si evolverà grazie a un personalissimo viaggio dell’eroe espiando la sua iniziale (anche se umanissima e per certi versi condivisibile) mancanza di empatia verso Natsuko, unica dall’inizio della storia ad avergli teso una mano per riportarlo nella tranquillità di un’esistenza domestica fatta di affetti concreti. La mia chicca personale finale extra è stata ascoltare a fine proiezione, quale parte della colonna sonora del film, il brano 地球儀(ちきゅうぎ)Chikyuugi “Spinning Globe” interpretato da Kenshi Yonezu; pezzo in giapponese che le sensei Haruka-san e Grazia-san avevano proposto quest’anno a noi corsisti della sessione invernale Nyūmon 2 quale input extra da coltivare e su cui esercitarci. Ve ne propongo il testo in lingua originale e nella traduzione inglese perché possiate fruirne appieno. Quanto a me, spero di riprendere al più presto e in maniera più sistematica e costante il percorso culturale e linguistico nel paese del Sol Levante iniziato nella primavera scorsa.
僕が生まれた日の空は 高く遠く晴れ渡っていた
行っておいでと背中をなでる 声を聞いたあの日
季節の中ですれ違い 時に人を傷つけながら
光に触れて影を伸ばして さらに空は遠く
風を受け走り出す がれきを越えていく
この道の行く先に 誰かが待っている
光さす夢を見る いつの日も
とびらを今開け放つ 秘密をあばくように
あき足らず思いはせる 地球儀を回すように
僕が愛したあの人は 誰も知らないところへ行った
あの日のままの優しい顔で 今もどこか遠く
雨を受け歌い出す 人目もかまわず
この道が続くのは 続けと願ったから
また出会う夢を見る いつまでも
ひとかけら握りこんだ 秘密を忘れぬように
最後まで思いはせる 地球儀を回すように
あぁ、小さな自分の 正しい願いから始まるもの
ひとつ淋しさを抱え 僕は道を曲がる
風を受け走り出す がれきを越えていく
この道の行く先に 誰かが待っている
光さす夢を見る いつの日も
とびらを今開け放つ 秘密をあばくように
手が触れ合う喜びも 手放した悲しみも
あき足らず描いていく 地球儀を回すように
The clear sky on the day I was born was
So high, distant, and endless
The day I heard a voice patting me
On the back telling me to go ahead
Faces I met in the seasons
At times hurting one another
Shine by the light, the shadow extends
As the sky grows further away
I catch the wind and start running, overcoming the rubble
At the end of this road, someone is waiting for me
Dream of light shining through, at any day of the week
Open the door this moment, like revealing hidden secrets
Can’t hold myself longing for more, like the spinning globe
The person I loved
Has gone to somewhere no one knows
With the usual kind smile as any other day
Still somewhere far away
I take in the rain and start singing, not minding if seen
This road continues because I wished it would continue
I dream of meeting again, for ever and ever
I grasped the fragment firmly, so the secret remains
I’ll keep longing till the end, like the spinning globe
It all starts from an innocent wish made long ago
Carrying the loneliness in my heart
I turn the corner
I catch the wind and start running, overcoming the rubble
At the end of this road, someone is waiting for me
Dream of light shining through, at any day of the week
Open the door this moment, like revealing hidden secrets
The joy of holding ones hand, the suffering of losing one
Can’t hold myself from picturing, like the spinning globe*
*parole, melodia e interpretazione di K. Yonezu
ph. credits: una scena del lungometraggio e una delle locandine filmiche reperibili su luckyreddotit
Durante tutti questi mesi ho dedicato le mie energie a tante cose belle e creative mentre provavo a crescere un po’ scrittoriamente.
Pochi giorni fa ho firmato per Arkadia Editore che pubblicherà a fine primavera il mio quarto romanzo. Sono felicissima di questo importante tassello che mi aiuta ad ampliare i miei orizzonti di affabulatrice e di persona. Spero che questa nuova avventura mi porti verso Itaca con consapevolezza e lievità rinnovate. Io sono felice, voi siatelo per me, di cuore.
Lucia

“At Home”, scatto di ottobre 2023
“Non isdegnare queste
Nelle spiagge di Pindo
D’erbe, e di fior conteste
Per man d’Illustri Femmine canore
Che mal grado di Morte altrui dan Vita”
Giovanni Battista Recanati (1687-1734/35)
