Per non dormire, per non morire (cit)- Appunti di viaggio nella domenica del dopofestival di Sanremo 2025, il post social

Cari amici di pagina, per voi, oggi due righe di notazioni di cronaca di pancia sulla kermesse canora più amata dagl’italiani dal mio personalissimo (e altrettanto opinabile) punto di vista.
A rileggerci presto

Quando al festival di Sanremo vince una canzone che di primo acchito non ha suscitato particolare interesse da parte mia la cosa che d’abitudine faccio è di andare a riascoltarla a mente fredda. Privilegiando l’esecuzione sanremese, e non quella abbinata a video curatissimi della casa discografica di rappresentanza, per rinfrescarmi un po’ la memoria.
Così come mi rileggo, se l’ho già letto, oppure inizio a farlo per un Premio Strega o un qualsiasi altro libro in odore di vittoria nei concorsi letterari che contano, quelli che fanno fino e che-se-non-ci-partecipi-non-sei-nessuno.
Da ragazza nel mio paese d’origine del profondo sud con le sue tante contraddizioni e le sue mille e una criticità all’ombra di sette meravigliosi antichi campanili che svettano nel centro storico, il festival di Sanremo faceva sempre molta sensazione. E non semplicemente perché eravamo negli anni ottanta e quella sanremese era una finestra aperta verso un mondo lontanissimo dai miei desiderata di allora. Per molti come me era un’occasione unica e rara per ascoltare dal vivo i Big nazionali e internazionali senza dover aspettare la serata conclusiva del Festivalbar, leggere e rileggere su TV Sorrisi e Canzoni i testi dei vari partecipanti. Scimmiottare il look e gli atteggiamenti delle cantautrici e artiste canore che sentivi più nelle tue corde; il vezzo di attorcigliarmi attorno al collo un foularone lungo come Alice/Carla Bissi mi è rimasto ancora e confesso di avere a lungo tentato di copiare il make up sapiente di Anna Oxa senza mai riuscirci in maniera perfetta: io le percepivo entrambe, sia pure dai due lati opposti della barricata, come donne di spettacolo all’epoca assai trasgressive e forse un filino in linea con le mie idee esistenziali di fondo dalla mia prospettiva di adolescente idealista persa. Non ho mai avuto la pretesa di fare l’opinion leader precipitandomi qui o altrove a dare la mia personale lettura (o forse dovrei parlare di interpretazione, visto che l’emotività è il fil rouge che anche in circostanze simili mi rappresenta sempre con fedeltà?) di questa o quella canzone. Nella stessa misura in cui ultimamente tengo per me la magia di un bel film o la particolarità di una lettura interessante: se mi hanno davvero fatta stare bene, perché metterli in piazza a beneficio di tutti? Nel momento in cui sono diventati piccoli tesori che mi hanno arricchita e che poco incidono sull’idea di ciò che voglio apparire in pubblico su un social frettoloso e distratto come Fb? Ma torniamo pure a Sanremo che è poi la ragione precipua di questo post; quest’anno l’ho potuto vedere da cima a fondo, complice anche qualche giorno di stop che mi sono presa per ovviare a strascichi influenzali che non mi vogliono abbandonare (saranno forse messaggi subliminali per indicarmi di trasferirmi in luoghi lontani, più miti e forse più congeniali ai miei acciacchi di gioventù?). Non mi sono trincerata in improbabili torri eburnee, più o meno autorevoli, contrassegnate da cartelli grandi come case recanti a chiare lettere affermazioni tranchant del tipo “No, grazie, Sanremo non mi interessa”. Baluardi del “non seguo quindi esisto” che sinceramente non mi appartengono, non più. Che ci piaccia o no il Festival della Canzone Italiana è Italia stessa, con le sue molte contraddizioni, i suoi misteri della fede, i suoi coup de theatre disseminati nell’arco delle cinque giornate. Le sue polemiche, grandi e piccine. Le ripicche di questa o quell’influencer a caccia di patine scintillanti lucidate e rinnovate. Il gusto tutto italico di insabbiare questioni gravissime, non semplicemente di costume e società, che sono rimaste lì, all’esterno del teatro Ariston. E che ci hanno pazientemente aspettato per continuare a ricordarci come le nostre piccole storie di spettatori più o meno petulanti od ossequiosi contino davvero poco: in questo caso l’arco dei tre minuti e trenta secondi circa di “Balorda Nostalgia”, ultimo casus belli di chi “per non dormire per non morire” si affanna a dire “ci sono anch’io”.
Lucia Guida

 

Alice exulting on the stage of the 31st Sanremo Music Festival

Ph. Credit: Mondadori via Getty Images

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A PLPL 2024, breve cronistoria emotiva e sensoriale di qualche ora alla Fiera libraria romana

Qualche brevissima notazione di cronaca sulla mia mattinata a PLPL 2024 ospite dello stand di Arkadia P04 presso la postazione della Regione Sardegna – AES. Poche righe per riprendere il filo con chi ha la bontà di venirmi a cercare qui su WP per leggere di me e delle mie cose
Baci e a rileggerci prestoLucia

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CRONACA DI UNA MEZZA GIORNATA PERFETTA

Stamattina partenza di buon’ora; nuvole poggiate sulle montagne dell’appennino come bioccoli sfaldati di lana leggera, un po’ di nebbia nel mentre ma a Roma tanto sole. Una luce che ti riscalda dentro e che mitiga l’aria frizzantina che ti accoglie all’uscita della metropolitana.
Alla Nuvola volti noti e appena conosciuti e un’atmosfera soffusa e gentile come il sole che continua a filtrare attraverso le vetrate. Sarà un caso ma è la seconda volta che Arkadia è ospitata in uno stand luminosissimo; stavolta è quello messo a disposizione dalla Regione Sardegna per l’Aes.
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Un super abbraccio a Milvia Comastri, briosa come sempre e super impegnata nei tanti eventi librari, una bella chiacchierata con Patrizio Zurru, Ettore Zanca, Paolo Restuccia e la sua gentile signora, con un paio di lettori curiosi di sapere qualcosa in più sulle vicissitudini di Alice e con i gentilissimi addetti alla cassa dello stand P04. Il tempo di ripartire arriva presto ma ha il sentore dolce delle cose fatte con piacere genuino.
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Torno a casa contenta di esserci stata anche se per pochissimo. Ed è una bella sensazione, un punto fermo nei giorni che rotolano troppo in fretta verso la fine di questo anno impegnativo e verso un 2025 che per me sarà davvero colmo di novità. Nuovi sentieri da perlustrare con un bagaglio a mano forse più leggero che in passato ma dal contenuto essenziale: di sicuro pieno solo di ciò che conta davvero
Lucia
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Buona fine d’anno e buon principio d’anno – Enjoy the Rest of the Year and Happy New Year

Capodanno

È capodanno:
tra il cielo e la terra
inizia l’armonia.

Masaoka Shiki

da Poesie, Acquaviva ( 2004)

Col senno di poi per me il 2023 è stato un anno in cui tutto si è compiuto nella maniera migliore anche se con una lentezza disarmante. Un ritmo esistenziale troppo morbido per la Lucia impatiens che, però, ha avuto il pregio di aiutarmi a mettere a punto molte cose della mia vita che erano in bilico e che necessitavano di una sistemazione (o soluzione, se preferite) diversa e migliore. Mi sono sentita spesso come una studentessa  in procinto di sostenere un esame a porte chiuse seduta su una panca di fronte alla stanza in cui entrerà per essere esaminata. Pronta per cimentarvisi ma timorosa di farlo. Dubbiosa su parti del programma ma nel contempo ansiosa di liberarsi di un fardello che è diventato troppo pesante da portare sulle spalle. Che alla fine si è seduta di fronte al suo examiner e ha dato la stura a tutto ciò che sapeva consapevole che l’esperienza e la conoscenza (ma anche le competenze possedute) non l’avrebbero mai messa del tutto al riparo dalla propria emotività. Chi nasce tondo quadrato non muore, dura lex sed lex. E poi, una volta sostenuto l’esame ha apprezzato sé stessa per aver dato il meglio possibile, si è alzata, ha ringraziato e se n’è andata a passeggiare in riva al mare, affidando alla risacca tutto ciò che avrebbe voluto dire o fare e che alla fine più o meno scientemente ha deciso di non dire o non fare.
Anche questo blog, nato come luogo privilegiato in cui esprimermi ma nella realtà assai spesso trascurato perché sacrificato ad altre priorità ha bisogno di una mano di restyling seria ed efficace. Soprattutto perché è il momento di mettere tutte le carte in tavola: inclusa quella in cui Lucia si assume la responsabilità di mostrare anche attraverso ciò che scrive tutta sé stessa senza intermediari “altri” comodi e compiacenti di sorta.
Quindi, cari tutti, anno nuovo vita nuova.
Di più non voglio dirvi; voglio tuttavia come sempre ringraziare l’Universo e coloro che per il suo illuminato tramite mi hanno condotta sino a questo punto insegnandomi a danzare sotto la pioggia prima di condurmi al sicuro e all’asciutto su una vera e propria pista da ballo.
L’appuntamento è a breve, a brevissimo. E questa volta è una promessa solenne. Nel frattempo il mio augurio sincero e condiviso è quello di centellinare questi ultimi istanti del 2023, tenendo però bene a mente e non perdendo mai di vista il filo lucente, sottile ma robusto dell’Armonia che ciascuno di noi regge in mano e che ha contribuito a dipanare pian piano perché ha realmente voglia di tessere qualcosa. Un oggetto unico che abbia prima di tutto significato per la propria unicità. Una piccola briciola di infinito messa a disposizione di chi possiede occhi per intravederla.

Lucia

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Scatto di Robert Doisneau (1912-1994)

Thinking and Writing as an English Teacher – 18th Lesson


Rampant ambition is addictive to those who practise it

 

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ph. credit: flickrdotcom

 

“L’ambizione sfrenata crea dipendenza in coloro che la praticano”

 

 

Bloggheggiando alla fine di quest’anno – di partenze, pit stop e ripartenze

Quattro mesi di latitanza da questo blog di autrice sono davvero troppi anche se non me ne sono stata con le mani in mano. E quindi è per me piacevolmente d’obbligo fare il punto della situazione a pochi giorni dalla fine dell’anno.
“Come gigli di mare tra la sabbia”, Alcheringa (2021), mio ultimo romanzo pubblicato ha debuttato nell’universo/metaverso (io lo chiamo così perché è talmente variegato da dedicare una sottolineatura sui generis) dei concorsi letterari nazionali e internazionali ottenendo segnalazioni e visibilità, cosa non indispensabile ma incoraggiante per la sua creatrice.  Nel frattempo ho continuato a stilare recensioni librarie e filmiche sul portale di  Arte Libri Cinema Musica “Cyrano Factory”; dei miei piccoli contributi scrittorii in un’antologia di AAVV, nella rivista letteraria Arethusa, e con la mia minibio in un’opera collettiva dedicata a molti autori abruzzesi vi avevo già parlato.
Sempre a livello editoriale in pentola bolle qualcosa di nuovo di cui, però, mi riservo al momento giusto di parlare con maggiore ampiezza. Continuo a scrivere, questo sì, ma senza l’assillo di un’imminente pubblicazione. Coltivo la mia sfaccettatura social con i miei appunti di viaggio su Meta; lavoro a crochet e realizzo progetti unici e speciali pensando a me in primis e non semplicemente a chi li indosserà. Sogno di moltiplicare il tempo che ho a disposizione (meno di quello che mi servirebbe, ma questo è un altro discorso) per fare solo ciò che mi fa star bene. Ho dalla mia parte pochissime amicizie realmente sentite e disinteressate che coltivo e cerco di restare al bordi della pista da ballo in altre dimensioni per salvaguardare il mio libero diritto di farmi e perseguire un’opinione personale con coerenza.
Vivo la mia “Vita da Lucia”, insomma. Quella che mi sono creata poco a poco a mia immagine e somiglianza, che mi gratifica e appaga, che mi permette a gambe incrociate di ammirare in riva al mare tramonto e luna che sorge ma anche alba senza perdermi il suono armonioso della risacca e il profumo intenso della salsedine.

Auguri di cose speciali a chi passerà di qui. Prodighiamoci perché i nostri desiderata si avverino senza mettere limiti alla provvidenza ma con un briciolo di sano egoismo, continuando a volerci bene.
Noi ci rileggiamo presto, promesso.

Lucia

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Thinking and Writing as an English Teacher – 17th Lesson

You cannot write in a dignified manner if you have not fed and are not feeding more than abundantly on good reading

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Vita da autrice

Ogni tanto è bene fare il punto della situazione anche nella scrittura. Fondamentale è essere sinceri con sé stessi. Fino all’ultimo briciolo di obiettività.


Non sono un’autrice che respira, si nutre e si rigenera solo ed esclusivamente in odor di linee vergate con quotidiana sistematicità. Non ho una stanza tutta per me e per le mie storie. Sono una donna e un’insegnante prestata al mondo della scrittura. Da bambina mi piaceva, come a mille altre bambine, scrivere poesiole che dilettavano i miei genitori. Sono stata un’adolescente solitaria che preferiva chiudersi in camera a leggere un libro o a scribacchiare su vecchie agende romanzi in punta di cuore. Attraverso gli anni ho mantenuto il primato di “Lucia che scrive bene, chiediamole di elaborare qualche riga per questo biglietto augurale”. A più di metà del cammin di mia vita mi sono scoperta blogger grazie all’intuizione di mio fratello Angelo e poi ho ripiegato sui social per seguire con discrezione i miei figli e le loro mille acrobazie di crescita. Scrivo solo se ne ho voglia e se sento di poter comunicare qualcosa agli altri; non sono compulsivamente spinta a farlo. Le mie pagine, ora, crescono con la stessa lentezza consapevole che metto nell’elaborazione dei capi all’uncinetto con cui concludo le mie giornate o degli ingredienti insoliti con cui personalizzo una ricetta di cucina: perché mi rilassa farlo e mi garba, mi dà il senso concreto della mia manualità e creatività. Rinforza il mio senso di autostima di Persona. Mi fa sentire viva; senza costrizioni dall’alto e libera di seguire, se e quando lo desidero, quelle che sono le mie naturali inclinazioni, la mia essenza più profonda.

Lucia Guida, ottobre 2021

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Il sale caduto non si raccoglie mai del tutto (proverbio spagnolo) – scatti emotivi di una vacanza nella Sicilia occidentale

Quando ad aprile ho progettato questa vacanza con una figlia di continuo super impegnata ma altrettanto disponibile a trascorrere qualche giorno di vacanza con me, non avrei mai pensato a un epilogo così suggestivo. In palio c’era una settimana a Favignana (bellissima ma ad agosto, com’era prevedibile, troppo affollata per i miei gusti) e una giornata di stop a Trapani in attesa di riprendere l’aereo per casa.
Le saline di Nubia hanno rappresentato il giusto compromesso per riconciliarmi con luoghi e paesaggi che avrebbero, forse, meritato di essere visitati in un periodo più incline alla riflessione silenziosa e a temperature più dolci e miti.
Non rinnego nulla della mia vacanza ma aggiungo le Egadi alla mia wishlist vacanziera “di ritorno”: con una promessa ben precisa, soggiornare a Marettimo per godermi il sussurro del mare nella maniera più incontaminata e autentica possibile

salina con mulino

Tutto ha avuto inizio in questo edificio ora adibito a museo e un tempo operoso di vita reale e di lavoro incessante dal sapore amaro di sale

in foto, Museo/Mulino del Sale di Nubia (Tp)

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Una tegola può proteggere dal sole, dalla pioggia, dalla calura. Nella vita di ciascuno di noi non dovrebbe mai mancare un posto speciale in cui rifugiarci

in foto, veduta delle saline di Nubia dal terrazzo dell’edificio museale

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Non c’è vento che tenga se non sai dove andare e cosa raggiungere

in foto l’antico mulinu a stidda, il mulino a stella, in legno, pietra e zinco

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Nihil esse utilius sale et sole

(cit.)

In foto, mucchi di sale nella parte finale del percorso di visita di parte della Riserva Naturale Orientata Saline di Trapani e Paceco

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Saper guardare oltre è un artificio di vita e resilienza che non dobbiamo mai farci mancare

in foto la Torre di Nubia con le isole Egadi che le fanno da sfondo

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A ben vedere la felicità è una cosa semplice

(cit.)

foto di Lucia di uno scorcio del borgo di Marettimo, Egadi (Tp), Italia

On the Road – Strada facendo

Pubblicare un libro non è un traguardo da raggiungere ma un punto di partenza da cui procedere magari lentamente ma possibilmente senza fermarsi. Ponderando le tappe da colmare ma mantenendo una certa continuità e sistematicità. 
Ecco cosa è successo nell’arco di tempo di un mese dall’uscita del mio romanzo.

 “Come gigli di mare tra la sabbia”, Alcheringa, presentazione dell’opera nella Sala degli Alambicchi dell’Aurum di Pescara a cura di Arianna Di Tomasso e dell’autrice – 5 giugno 2021.

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17 giugno 2021, presentazione virtuale  sulla pagina fb della libreria Booklet di Ozieri (SS) a cura di Mario Borghi, libraio e autore

 

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8 luglio 2021,  presentazione nell’ambito della rassegna “Gelati Letterari” patrocinata dal gruppo editoriale Tabula Fati – Terrazza de La Playa, Pescara.
Ph. credit: F. De Dominicis

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21 luglio 2021, presentazione nell’ambito della rassegna letteraria “MARZIANI on the beach”, Stabilimento Balneare Aretusa di Pescara

 

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26 luglio 2021, presentazione nell’ambito del Primo Cammino Letterario Italiano patrocinato da Masciulli Editore, Riserva Naturale Regionale Sorgenti del Pescara

 

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11 settembre 2021, presentazione nell’ambito dell’evento artistico-letterario “Ciliegi, Immagini e Parole” ,  Country House Il Borgo dei Ciliegi di Grottammare (Ap)  

 

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19 novembre 2021, FLA2021 Festival di Libri ed  Altre Cose
Museo delle Genti d’Abruzzo

 

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23 agosto 2022, Salotti Letterari della Casina dei Tigli, Chieti

 

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Contributi rassegna stampa

“Come gigli di mare tra la sabbia”, incontro con la scrittrice Lucia Guida, intervista di Ilaria Grasso aka Emma Geddon

Interviste: Lucia Guida, conversazione con Annamaria Lucchese aka Babette Brown

Lucia Guida: “Come gigli di mare tra la sabbia”, recensione a cura di Antonio Frisa su Mentinfuga  

“Come gigli di mare tra la sabbia di Lucia Guida (Alcheringa)”, recensione a cura di Patrizia Debicke  su Libroguerriero 

“Come gigli di mare tra la sabbia”, videorecensione a cura di A. Fresa per Letture per Lettori

“Come gigli di mare tra la sabbia”, Alcheringa, segnalato su Cyrano Factory 

“Come gigli di mare tra la sabbia”, Alcheringa, presentazione video su youtube a cura di ErreVu Videoart 

“Come gigli di mare tra la sabbia, il romanzo di Lucia Guida: finestre su un presente fragile, articolo a cura di Fabio Iuliano su The Walk of Fame

“Come gigli di mare tra la sabbia”, articolo a cura di Fabio Rosica su La Dolce Vita Magazine

“Lo strano condominio di Lucia Guida”, articolo pubblicato da Fabio Iuliano sulla pagina regionale di spettacolo e società del quotidiano “Il Centro” in data 23.09.21

“Come gigli di mare tra la sabbia” al minuto 18:01 della rubrica “Parole d’Autore” di Antimo Amore in Buongiorno Regione di giovedì 30 settembre 2021 e al minuto 17,44 dell’edizione delle ore 14,00 del TGR Abruzzo di sabato 2 ottobre 2021

“Come gigli di mare tra la sabbia, Storia di riscatto su quattro piani dalla penna di Lucia Guida”, articolo pubblicato sulla piattaforma Virtù Quotidiane a cura di F. Iulian

La  recensione di Stefano Carnicelli sulla piattaforma SulmonaPost:

Come gigli di mare tra la sabbia

e sul sito Il Cielo Capovolto:

Come gigli di mare tra la sabbia
“Come gigli di mare tra la sabbia”, Alcheringa, nel palinsesto del FLA 2021 per la sezione L.o.c.

 

 

“The best books (…) are those that tell you what you know already.”
G. Orwell, 1984

Una vita a piccoli punti

Ci sono molti modi di fissare nel tempo pensieri e parole. Di recente, complice la situazione emergenziale in cui siamo oramai da più di un anno immersi, io ne ho scelto uno antico, da crocheteuse, in cui riesco a coniugare in maniera ideale tantissime cose. La mia voglia di creare, che non manca mai, e quella di poter toccare in concreto il frutto della mia costruttività. Il poter pensare e riflettere sulle cose della vita e del mondo in silenzio, tenendo tuttavia ben presente l’oggi. Chiedete cosa può succedere a chi è impegnato in un progetto di ricamo, cucito, di lavorazione ai ferri o all’uncinetto se indulge in divagazioni mentali troppo ampie: vi risponderà subito che il rischio che capiti un intoppo nel lavoro è altissimo. E che in quel caso minuti, ma anche giornate intere, potrebbero sparire in pochi secondi: quelli occorrenti a sfilare, (con una buona dose di rimpianto, vi assicuro) il lavoro certosino di ore e ore impiegate con esercizio infinito di pazienza.
Già, la pazienza. Una virtù di cui la vita non mi ha dotata a piene mani ma che ho appreso col passare degli anni a esercitare con buona dose di resilienza imparando a non dispiacermi del molto tempo impiegato se quest’ultimo è funzionale alla realizzazione ottimale di un progetto: di vita, di scrittura, di lavoro. Una pazienza da crocheteuse che si cimenta quotidianamente in un’opera fatta di piccoli punti messi in fila, uno dopo l’altro. Lavorati con la speranza segreta di riuscire a elaborare una riga sola, un disegno più complesso, un manufatto che abbia senso indossare a pelle ad altezza di cuore. Stringendo a sé un’infinità di nanosecondi tutti uguali che hanno fruttato alla perfezione: realizzare in maniera tangibile un qualcosa di irripetibile, intriso di manualità, tanta, ma di altrettante riflessioni. Il giusto connubio tra teoria e pratica.