Su Mentinfuga è uscita la mia recensione di A cavallo con i poeti, Einaudi (2026) di Igort.
Un libro fatto di immagini, incontri, poesia e attraversamenti, capace di procedere per suggestioni più che per strade lineari.
Da oggi ne lascio traccia anche qui, nel mio spazio personale.
Buona lettura a tutti
A cavallo con i poeti. Viaggio nel Giappone con Igort
Ci sono libri che non si limitano a offrirsi alla mera decodifica del lettore: sono vere e proprie trine. La loro bellezza non trattiene lo sguardo sulla superficie ma possiede la capacità intrinseca di spingerlo oltre la trama.
A cavallo con i poeti di Igort appartiene a questa specie. È un graphic novel nato dalla contaminazione fra parola e immagine, ma definirlo soltanto come un incontro fra linguaggi sarebbe riduttivo. La parola, il pensiero, il tratto e il colore si combinano con tale naturalezza che il lettore non avverte mai la necessità di scegliere a quale elemento affidarsi. L’immagine diventa pensiero concretizzato; la parola acquista una propria temperatura visiva; il colore suggerisce soste, silenzi e mutamenti interiori.
Ancora una volta dopo i celebri Quaderni giapponesi Igort prende per mano il lettore e lo accompagna attraverso la propria personale rivisitazione di un Paese denso di contraddizioni: il Giappone. Un luogo nel quale la tecnologia più avanzata potrebbe sembrare in conflitto con una memoria antica, tradizionale e intima. Ma non è così. Queste dimensioni non si escludono e non sono costrette a convivere artificialmente: appartengono alla stessa trama.
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In foto il Grande Buddha di Kamakura – scatto dell'autrice, maggio 2026

In foto il Grande Buddha di Kamakura – scatto dell'autrice, maggio 2026