Sei mesi di “Oltre la porta socchiusa”, Arkadia Editore:  le prime recensioni

A sei mesi circa dall’uscita di “Oltre” mi è sembrata una cosa bella menzionare tutte le recensioni comparse sui blog letterari e sulle riviste in web a cui il mio ultimo romanzo è stato a oggi sottoposto.  Lo faccio con l’orgoglio di chi presenta il suo ultimo nato ma anche con la consapevolezza di quanto il processo scrittorio sia un fenomeno complesso e in continuo divenire seguendo di pari passo la crescita personale, ma anche umana, dell’autore che se ne è reso protagonista. Partendo da questo presupposto per me indispensabile ho pensato di proporvi per ciascuna di esse un piccolo stralcio; lasciando a voi, se ne avete tempo e voglia, di continuare a leggerla per intero sulla relativa pagina di riferimento
Saluti e baci a tutti

Lucia

Oltre la porta socchiusa, di Lucia Guida, Arkadia editore 2024, recensione di Daniela Domenici su Daniela e Dintorni

 Sono appena riemersa dalla lettura di questo splendido romanzo di Lucia Guida che ho divorato in un soffio e di cui voglio dirvi qualcosa.

In primis complimenti per la perfetta caratterizzazione della principale protagonista, Alice, e poi Carlo e Paride, la sorella Betty, il cognato Davide, il nipote Matias e l’amica Irene, ognuno/a ha un ruolo di rilievo, non sempre positivo, nella (sua)  vita (…) Oltre che un romanzo di crescita psicologica è anche un po’ giallo (…)


Link:
https://danielaedintorni.com/2024/07/12/oltre-la-porta-socchiusa-di-lucia-guida-arkadia-editore-2024-recensione-di-daniela-domenici/?fbclid=IwZXh0bgNhZW0CMTEAAR3CsNchDhfrZcWJbE4viTwsZZ6_fCORZQGml4MXk1ju7SoR0cEwR0KEmnc_aem_Aeb-10OnRVvErgCDeOYmLg

Oltre la porta socchiusa- Lucia Guida Arkadia 2024, recensione di Connie Bandini su Magia nelle Parole

Un romanzo intenso che racconta la vita, le sue prove e le sorprese che sa riservare. Possono essere gradite o meno, momenti piacevoli o completi disastri, ma permettono a chi le vive di guardare alla propria esistenza con occhi nuovi, con uno sguardo diverso, capace di individuare l’essenziale e ciò che, davvero, può far stare bene.


Link:
https://magianelleparole.wordpress.com/2024/08/15/oltre-la-porta-socchiusa-lucia-guida/?fbclid=IwY2xjawE8_BBleHRuA2FlbQIxMQABHR2ILLUYBQzjwXcJlBmG4BSWC8WpxHcfBoY3DNgMqHfGTHRcgIqxqyv77w_aem__2gZuhdJejv7YUTxNSPgGA

 “Oltre la porta socchiusa” su Libroguerriero – recensione a cura di Paola Rambaldi su Libroguerriero

Un bellissimo romanzo sulla ricerca di noi stessi e del nostro destino. Una storia in cui ritrovarci, leggetela!

Link:
https://libroguerriero.wordpress.com/2024/09/02/oltre-la-porta-socchiusa-di-lucia-guida-sidekar/

Oltre la porta socchiusa,  Lucia Guida – recensione a cura di Stefano Carnicelli su Il Cielo Capovolto

 Nel romanzo emergono quelle dipendenze affettive, spesso tossiche, in grado di pregiudicare i rapporti umani. Ci sono le ossessioni, quelle che appartengono all’Uomo… l’idea di dominio, di possesso assoluto. La delicata narrazione di Lucia Guida dona spazio ad ogni aspetto, anche a quelli tipicamente interiori che accompagnano le esistenze dei vari attori. Non si può che apprezzare il bel condensato di elementi letterari presenti nel testo: il giallo, i risvolti umani e psicologici, i destini, i tormenti… nel finale, anche una sorta di favola moderna, per nulla scontata, che fa riflettere sul vero senso della vita.

Link:
https://www.ilcielocapovolto.info/oltre-la-porta-socchiusa/?fbclid=IwY2xjawFOL5JleHRuA2FlbQIxMQABHdtVwf1bpEqWbS04Q9mUjc4-WBWG0Os9eUIN_uCSw2L8wdMUq-EpR_UpfQ_aem_w-nf-1RWtw46CdKWbx8muw

 

Oltre la porta socchiusa. Intervista a Lucia Guida a cura di Antonio Fresa su MentInFuga

L’ultimo romanzo di Lucia Guida – Oltre la porta socchiusa – rappresenta un passaggio importante nella produzione di un’autrice che sa rivolgere la propria attenzione a temi e situazioni centrali nelle nostre vite e sa raccontarli con un tono pacato, misurato e senza le “urla” costanti delle nostre forme di comunicazione più diffuse.
La parola letteraria, levigata da Lucia Guida con perizia e cura costante, riesce a offrire al lettore una dimensione altra e riflessiva da cui osservare gli eventi della vita e seguire il ritmo del respiro e della coscienza.
Una storia all’apparenza semplice mostra, nella piccola fatica quotidiana dell’esistere, quanto siano importanti i mutamenti, i progetti e, infine, le speranze(…)


Link:
https://www.mentinfuga.com/oltre-la-porta-socchiusa-intervista-a-lucia-guida/?fbclid=IwY2xjawFOMhBleHRuA2FlbQIxMQABHWQ3hyv2EHUSmJCDZFCJlgBWTpoBNuERG0diRX5MH7cycVtsD5wNvXDbjw_aem_mTKUen94yl4hIsZgZlktKQ

 

Recensione: “Oltre la porta socchiusa” di Lucia Guida, Arkadia a cura di Anna Calì su La Bottega del Libro


(…) Un libro che è centrato maggiormente sulla vita, ma anche sul destino e sulla ricerca della felicità. Tre argomenti diversi tra loro, che a volte hanno delle connessioni, eppure sono capaci di creare subbuglio e difficoltà nell’essere umano. Quant’è difficile a volte cercare la felicità? Ma poi, esiste? (…) Un romanzo introspettivo e soprattutto ben descritto. Ottima, infatti la descrizione della protagonista principale. Ben delineati anche i personaggi secondari come Carlo e Paride. Uno stile fluido, coinvolgente e che ti mette dinanzi a un bivio: aprire o chiudere quella porta socchiusa? Ed è proprio questo il bivio in cui si troverà la nostra Alice.

Link:
https://www.labottegadeilibri.it/recensione-oltre-la-porta-socchiusa-di-lucia-guida-arkadia/recensione/?fbclid=IwY2xjawFzRXBleHRuA2FlbQIxMQABHQWR6Jcgz8Z1bXivwMZTfdNZYkRt0A2qK_MwvP0smOFPZiaIeKMydgmzTw_aem_fRLnVqChEExc3wc6FMRDcQ

Recensione: Lucia Guida – Oltre la porta socchiusa, a cura di Katia Ciarrocchi su Lib(e)ro Libro
Oltre la porta socchiusa mette in evidenza l’abilità di Lucia Guida nel tratteggiare con finezza e realismo le sfumature dell’esperienza umana. Con uno stile, semplice ma avvolgente, guida il lettore attraverso un intreccio ben costruito, che alterna punti di vista e svela gradualmente il mondo interiore dei personaggi. Guida dimostra una notevole capacità nel dosare tensione narrativa e introspezione, mantenendo il lettore coinvolto senza mai eccedere o cadere nel banale, confermandosi come una voce interessante e promettente nel panorama letterario italiano.

Link:
https://www.liberolibro.it/lucia-guida-oltre-la-porta-socchiusa/?fbclid=IwZXh0bgNhZW0CMTEAAR0C_f93NwoPGj3QNeKcTS8PkPl-_l657_8oUcPBONtHsTOQVVxEfEGYRAs_aem_jxyP_GZbUsPga0_4N80_lw

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       Ph. Credit: Luciano Onza

Anno Nuovo, Interviste Nuove: “Oltre la porta socchiusa” ospite di Segnalazioni Letterarie

Con il 2025 riprende il paziente lavoro di propaganda del mio ultimo libro, il romanzo di narrativa “Oltre la porta socchiusa” pubblicato da Arkadia Editore a luglio 2024. La cosa bella è stata per me essere la prima autrice a inaugurare il nuovo ciclo di interviste in diretta on line della pagina fb Segnalazioni Letterarie dedicata ai libri a tutto tondo e nata dall’intuizione felice di Alberto Raffaelli. Nell’intervista, che qui vi propongo in differita, ho parlato di me come autrice e di scrittura, lettura, editoria

Buona visione a tutti

Recensioni d’Autore: “L’ora di greco” di Han Kang

Quando ho voglia di recensire un autore lascio passare un po’ di tempo se il libro che ho scelto è uscito da poco; oppure, come per “L’ora di greco” di Han Kang, scrittrice coreana e vincitrice del Premio Nobel per la Letteratura 2024, aspetto che il clamore mediatico attorno alle opere e alla persona designata si plachi un po’. È quanto ho deciso di fare in questo articolo a chiusura di un anno scrittorio per me importante e impegnativo incentrando, a differenza degli ultimi miei reading tips, su un solo autore e una sola opera e dando priorità di pubblicazione alla rivista Mentinfuga con cui come già sapete collaboro da un paio di mesi. Il mio augurio sincero per voi è quello di continuare a leggere parecchio: non c’è niente di meglio di un buon libro per pensare, sognare e crescere. E tutti noi di buon cibo per la mente abbiamo un assoluto bisogno. Mai come adesso.
Buon Natale a tutti

Lucia

L’ora di greco di Han Kang*

Un uomo e una donna si incrociano in un momento di tranquilla ordinarietà della loro vita. Lui è un cólto professore universitario che ha deciso controcorrente di tornare in Corea dalla Germania, paese in cui da bambino si era trasferito con i genitori e la sorella, ora talentuosa cantante lirica, alla ricerca di prospettive migliori. Lei è una madre delusa nelle sue aspirazioni genitoriali allontanata dal proprio figlio dall’ex coniuge. L’uomo si procaccia da vivere lavorando part time in un ateneo cittadino di Seoul come professore di greco dedicandosi a pochi studenti lì per scelta, cercando di tenere nascosta la grave problematica visiva da cui è affetto e che gli è derivata per familiarità dal ramo paterno(…).

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L’articolo in originale è qui 

A PLPL 2024, breve cronistoria emotiva e sensoriale di qualche ora alla Fiera libraria romana

Qualche brevissima notazione di cronaca sulla mia mattinata a PLPL 2024 ospite dello stand di Arkadia P04 presso la postazione della Regione Sardegna – AES. Poche righe per riprendere il filo con chi ha la bontà di venirmi a cercare qui su WP per leggere di me e delle mie cose
Baci e a rileggerci prestoLucia

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CRONACA DI UNA MEZZA GIORNATA PERFETTA

Stamattina partenza di buon’ora; nuvole poggiate sulle montagne dell’appennino come bioccoli sfaldati di lana leggera, un po’ di nebbia nel mentre ma a Roma tanto sole. Una luce che ti riscalda dentro e che mitiga l’aria frizzantina che ti accoglie all’uscita della metropolitana.
Alla Nuvola volti noti e appena conosciuti e un’atmosfera soffusa e gentile come il sole che continua a filtrare attraverso le vetrate. Sarà un caso ma è la seconda volta che Arkadia è ospitata in uno stand luminosissimo; stavolta è quello messo a disposizione dalla Regione Sardegna per l’Aes.
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Un super abbraccio a Milvia Comastri, briosa come sempre e super impegnata nei tanti eventi librari, una bella chiacchierata con Patrizio Zurru, Ettore Zanca, Paolo Restuccia e la sua gentile signora, con un paio di lettori curiosi di sapere qualcosa in più sulle vicissitudini di Alice e con i gentilissimi addetti alla cassa dello stand P04. Il tempo di ripartire arriva presto ma ha il sentore dolce delle cose fatte con piacere genuino.
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Torno a casa contenta di esserci stata anche se per pochissimo. Ed è una bella sensazione, un punto fermo nei giorni che rotolano troppo in fretta verso la fine di questo anno impegnativo e verso un 2025 che per me sarà davvero colmo di novità. Nuovi sentieri da perlustrare con un bagaglio a mano forse più leggero che in passato ma dal contenuto essenziale: di sicuro pieno solo di ciò che conta davvero
Lucia
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Reading Tips: “Passaggio in ombra” di Mariateresa Di Lascia e “L’ultimo atto” di Giancarlo Giuliani

Con la ripresa lavorativa a pieno ritmo ho un po’ meno tempo per leggere ma è comunque piacevole concludere la giornata con qualche pagina di un buon libro. Per voi, oggi, due romanzi. Il primo è di Mariateresa Di Lascia, Premio Strega 1995, e il secondo di Giancarlo Giuliani, scrittore e poeta pescarese.

A presto

Lucia

Passaggio in ombra di Mariateresa di Lascia

Una pregevole saga tutta al femminile in odore di matriarcato come tante impazzano oggi in narrativa, scritta in tempi non sospetti e calata nella realtà dura e difficile di un paese del Sud imperniato su prospettive e esistenziali arcaiche in cui la protagonista Chiara D’Auria, figlia partorita fuori dal matrimonio da sua madre  Anita Riccetti, ostetrica condotta arrivata dall’Italia centrale, racconta da bambina e poi in seguito da ragazza e donna fatta le vicende familiari di cui è in gran parte protagonista. Di quel padre verso il quale nutre un sentimento di odio e amore, quasi una versione infantile della disposizione d’animo materna, Chiara è padrona assoluta e si diverte a fare il bello e il cattivo tempo sfruttando a suo piacimento la sudditanza che scaturisce dai sensi di colpa di Francesco per aver saputo tardissimo di questa paternità provvedendo a riconoscerla solo in un secondo momento. Chiara non riuscirà a laurearsi nonostante il generoso aiuto economico di donna Peppina Curatore sua prozia che penserà a lei invece di dedicarsi a una prole che non è mai arrivata dandole la possibilità di frequentare l’università e poi donandole una casa e il sostentamento economico necessario per evitarle un matrimonio di convenienza com’era invece per lei accaduto.  Con uno stile narrativo magistralmente condotto la scrittrice contribuisce a rinforzare nel lettore il senso di empatica condivisione quando questi si sofferma a soppesare l’indeterminatezza dell’uno o dell’altro personaggio, indotto a muoversi dalle circostanze della vita e non da una reale volontà di cambiamento.

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 Mariateresa di Lascia, Passaggio in ombra, ISBN 9788807814204

L’ultimo atto di Giancarlo Giuliani  è al contrario un romanzo agito attraverso una prospettiva prevalentemente maschile. Narra la vita di Carlo, giovane idealista che vorrebbe trasformare con le buone o con le cattive un mondo in cui poco si riconosce. Di famiglia molto benestante il ragazzo accantona il sogno di diventare insegnante piegandosi alle logiche rigide della lotta armata all’indomani dello scioglimento di Lotta Continua di cui faceva parte abbracciando i metodi duri di gruppi extraparlamentari estremisti. Le vicende narrate si collocano per buona parte nel periodo degli anni di piombo comunicando a tinte forti quel senso di precarietà che coglie il suo protagonista nell’attimo in cui si rende conto che a fronte di ideali notevoli di uguaglianza sociale non ci sia sacrificio umano che tenga, soprattutto quando trovi dall’altra parte della barricata una delle persone che ha tanto contato per te come amico carissimo o gente impegnata in battaglie di sopravvivenza quotidiana. Neanche in quest’opera l’amore acquisirà una reale e concreta valenza salvifica: la storia di Anna e Carlo, destinata a perire innanzi tempo perché privata sin dall’inizio di una prospettiva concreta, è quasi emblema di quei sentimenti di riscatto sociale di cui Carlo vorrebbe farsi portavoce per dare forse anche un senso alla sua vita. In una circolarità che lo riporterà alla fine della vicenda a casa dei suoi per respirare ancora quell’aria di famiglia e di appartenenza da cui ha cercato di fuggire invano. Un libro scritto da un autore che ha deciso di raccontare  in maniera scabra e sincera senza fare sconti a nessuno un segmento storico non facile del nostro Paese.

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Giancarlo Giuliani, L’ultimo atto, ISBN 9791259881601

Un pomeriggio al Kunstmuseum

Un viaggio a Basilea val bene la visita al KuMu, Il Kunstmuseum di città primo esempio di museo borghese svizzero esistente. E
Il mio personale resoconto di un pomeriggio di fine estate alla scoperta di una istituzione che raccoglie una collezione ricchissima ed estremamente composita di opere d’arte dal XV secolo ai giorni nostri capace di soddisfare il gusto di ciascun visitatore.
Con quest’articolo si apre per me una collaborazione da freelance con la rivista Mentinfuga che mi auguro sia lunga e proficua per entrambi
Buona lettura e a presto
Lucia

UN POMERIGGIO AL KUNSTMUSEUM DI BASILEA

Nutrirsi di Arte e Bellezza è il miglior alimento per una quotidianità che gratifichi tutti maggiormente. È probabilmente per questo motivo che la municipalità svizzera di Basilea fa pervenire ai nuovi residenti un carnet contenente il meglio di quanto una città di nuova residenza possa offrire a ogni suo nuovo abitante. Un segno tangibile di civiltà e un invito a guardare oltre, alla ricerca di ciò che possa rappresentare il meglio sempre.
(…)

 

Kunstmuseum Basel | Hauptbau, St. Alban-Graben 16, 4010 Basel

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Courtesy of Basel KuMu, shot by Mark Niedermann (2022)

L’articolo originale è qui 

Ricette d’autore: torta nuvola alla zucca

Tempo d’autunno e tempo di cibi homemade in puro stile comfort food. La mia ricetta per voi, sperimentata e realizzata di recente mescolando procedimenti di varia provenienza, è quella di una morbidissima torta alla zucca da gustare con una buona tazza di té o cioccolata calda o al mattino a colazione. O, magari, anche talvolta a fine pasto quando la voglia di qualcosa di dolce si fa sentire  con più imperiosità del solito. Buone cucinette e a presto

Lucia

Torta nuvola alla zucca

Ingredienti:

  • 130 gr di zucca già pulita e privata della buccia
  • 145 gr di farina 00 per dolci
  • 60 gr di farina di mandorle o di mandorle sminuzzate finemente da voi
  • 50 ml di olio di semi di mais
  • 40 ml di latte (io ho usato quello senza lattosio, ma se preferite potete mettere anche quelo intero, scremato o altro)
  • 110 gr di zucchero semolato bianco
  • 3 uova medie
  • due terzi di lievito per dolci in bustina
  • la buccia grattugiata di un limone o un’arancia bio
  • 2 cucchiai di arancello o di un liquore a base di arancia
  • un pizzico di sale
  • zucchero a velo per decorarne la superficie

Preparazione

Frullare i pezzi di zucca con il latte e l’olio di mais sino a quando non si è ottenuta una crema uniforme. A parte montare a neve ferma gli albumi con due cucchiai dello zucchero in precedenza pesato e un pizzico di sale; con i tuorli, invece, preparare in un altro contenitore una miscela ottenuta amalgamando bene lo zucchero rimasto e la buccia grattugiata dell’agrume prescelto. In una coppa versare, quindi, la cremina di zucca mescolandola con delicatezza agli albumi già montati aggiungendo alla fine il liquore. Per evitare che il composto si sgonfi inserire pian piano le farine di grano e di mandorle utilizzando una spatola dal basso verso l’alto. Ottenuta una miscela omogenea, versarla in uno stampo di cm 24 in precedenza imburrato e infarinato che verrà messo in forno preriscaldato a 170° per circa 30′ (io consiglio di saggiarne la cottura alla fine del tempo inserendovi uno stecchino: se ne fuoriesce asciutto il dolce è pronto, altrimenti bisognerà aggiungere qualche altro minuto).  Aspettare che la torta si raffreddi del tutto quindi trasferirla in un piatto e cospargerla di zucchero a velo sulla superficie.
Buon appetito a tutti!
Enjoy!

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Per andare oltre con “Oltre”: Lucia ci parla del suo ultimo libro “Oltre la porta socchiusa” in Associazione Culturale Gigino Braccili



Non è semplice parlare di sè da un punto di vista scrittorio perorando la bontà o comunque pianificando in prima persona il lancio dell’ultimo libro pubblicato attraverso un articolo che parli delle peculiarità di quest’ultimo perché il pericolo di mostrarsi al pubblico dei lettori debordante in termini di autoreferenzialità è sempre in agguato. È ciò che ho subito pensato quanto Umberto Braccili, giornalista di grande caratura professionale e morale, mi ha proposto di farlo attraverso le pagine del sito portavoce dell’Associazione Culturale intitolata a suo padre Gigino di cui è amministratore attento. Il suo portale, per il quale anch’io in passato ho scritto con grande piacere, è seguitissimo. Ho, quindi, accettato la sfida con un po’ di batticuore sperando con tutta me stessa di non indulgere in sbavature di tipo emotivo e sentimentale.
A presto

Lucia     

Lucia ci parla del suo ultimo libro “Oltre la porta socchiusa”

di Lucia Guida

Quale potrebbe essere la procedura più efficace per parlare di sé stessi e delle proprie produzioni letterarie? Forse la stessa utilizzata per descrivere a qualcuno un figlio? Una sorta di orgoglio malcelato, tutto materno e umanamente comprensibile e per certi versi condivisibile, cercando di mantenere una giusta e doverosa patina di obiettività? È quello che ho pensato quando Umberto Braccili mi ha proposto di parlare nel suo blog dedicato alla memoria di suo padre Gigino di “Oltre la porta socchiusa”, mio quarto romanzo e terzo di una trilogia iniziata nel 2016 intitolata “Prospettive Urbane”. Sesto in ordine di arrivo dopo, come già annunciato, altri romanzi e due sillogi, una di racconti e una di poesie.

È con questo stato d’animo ambivalente che mi appresto in questo compito per certi versi difficile. Potrei iniziare dicendovi che per una madre un nuovo figlio riceve la stessa quantità di amore destinata a quelli che lo hanno preceduto per nascita e non sbaglierei affatto. Aggiungerei anche che la stesura di “Oltre” è stata assai ponderata, forse più degli esemplari precedenti. Ha risentito della stasi del periodo pandemico. Un lasso di tempo che mi ha privata di idee, entusiasmo e voglia di fare, scrittoriamente parlando, spingendomi istintivamente su altri versanti creativi: quelli caratterizzati da un’operosità concreta, silenziosa, di tipo manuale permeati di pensiero profondo che non necessita di manifestarsi in superficie ma che pure c’è e ha il suo preciso peso specifico.

Già da allora sentivo l’urgenza di portare a termine la trilogia di cui sopra iniziata con “Romanzo Popolare” (2016) di Amarganta, una storia di famiglie amiche, di vicissitudini liete e tragiche narrata in un decennio d’antan compreso tra il 1965 e il 1975 e ambientato nel popoloso quartiere di San Donato a Pescara; continuata in un condominio di semiperiferia di epoca contemporanea, una palazzina liberty fulcro delle storie dei suoi abitanti diversi gli uni dagli altri, punti di forza e punti di debolezza, raccontata in “Come gigli di mare tra la sabbia” (2021), Alcheringa. Era arrivato il tempo di stringere ulteriormente il cerchio: di andare in profondità e parlare del microcosmo di Alice Bellucci, 45 anni, di bell’aspetto e belle speranze, donna alla ricerca di un baricentro esistenziale e affettivo-sentimentale. Delle sue giornate lunghe a dismisura ritmate da una lenta opera di riabilitazione psicofisica.

Delle sue speranze, delle sue disillusioni, della sua volontà e caparbia nel volersi riappropriare di un’autonomia personale messa a dura prova da un grave incidente automobilistico. Degli uomini da lei incrociati che difficilmente accettano di svelarsi per ciò che sono e sentono realmente, di affetti familiari certi che restano quando tutto il resto svanisce; di lavoro e precarietà; di un paio di occhiali dalle lenti appena scurite, non più rosa, che permettono alla protagonista di percepire il quotidiano per ciò che è e rappresenta in concreto. Certamente con buona dose di resilienza che non è mai accettazione passiva di tutto ciò che ci accade o che ci potrebbe capitare. 

Scatto della fotografa Cristiana Greco, presentazione di "Oltre la porta socchiusa" (2024) Arkadia del 7 settembre 2024 al Ritrovo del Parrozzo di Pescara

Potrei dirvi moltissimo altro ancora. In fondo, lo dicevamo poc’anzi, a una genitrice fiera della propria progenie piace parecchio parlarne a terzi. Vi invito, invece, a leggere questa narrazione reperendola in web su uno dei tanti portali librari o, ancora meglio, a richiederla nella vostra libreria preferita. A entrare nella prospettiva di Alice, sopravvissuta e vincitrice laddove è stata ampiamente anche vinta e sopraffatta dalle circostanze dell’esistenza, ha pianto, si è disperata, ha temuto per sé stessa.


Soprattutto di venirmi a sentire nelle presentazioni che farò a breve (la più vicina nel tempo è programmata per sabato 7 settembre a Pescara, ore 17,30 al “Ritrovo del Parrozzo”, ma ce ne saranno tante altre a seguire).  Per un autore, al di là delle vendite di un libro (che di sicuro “fanno classifica”) la cosa forse più importante, pregnante, è quella di essere ascoltati. Di contraltare con il pubblico di lettori e potenziali lettori. Di incontrarsi sul filo empatico dell’affabulazione: un processo meraviglioso  che è fatto di dare e avere in misura eguale. Uno scambio di energia notevole, anche in caso di opinioni contrastanti.

Vi avevo promesso di essere poco celebrativa, spero di essermi decorosamente attenuta ai patti e di avervi incuriositi. Confidando di averli prossimamente con me ringrazio di cuore per la pazienza mostrata tutti coloro che hanno scelto di restare in mia compagnia in questi cinque  minuti di lettura silenziosa. 

Sinceramente vostra,

Lucia

Lucia Guida, “Oltre la porta socchiusa” (2024) Arkadia Editore

ISBN 978 88 68514969    € 16,00

https://luciaguida.wordpress.com/

http://www.arkadiaeditore.it/lucia-guida/

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In foto da sinistra a destra Daniela D'Alimonte, Lucia Guida, Umberto Braccili ed Edmea Marzoli in occasione della prima presentaziode di "Romanzo Popolare" al Centro britti in Pescara (2016). Scatto di Luciano Onza

È possibile leggere in originale l’articolo qui 

Reading Tips: “Come un fiore di ciliegio nel vento” di Etsu Inagaki Sugimoto e “La moglie di Dante” di Martina Marazza

Ultima bi-recensione estiva di autrice-lettrice con altri due titoli letti da me per voi.
A presto
Lucia

Come un fiore di ciliegio nel vento di Etsu Inagaki Sugimoto

Etsu Inagaki Sugimoto, protagonista del libro che è la fedele trasposizione scrittoria della sua vita, è la figlia di un samurai giapponese da quest’ultimo sin da piccola educata alla rigida disciplina che l’appartenenza a tale categoria comporta, cresciuta nella fede buddista da un precettore bonzo che la avvia alle lettere con rigore nell’ottica di farla diventare in futuro una sacerdotessa. Vive con la sua famiglia  a Nagaoka, nel nord del paese, in una comunità rimasta fedele agli usi e ai costumi nipponici più tradizionali. Da questo luogo ideale Etsu si separerà all’indomani della morte di suo padre per sposare Matsuo a lei destinato dalla famiglia rappresentata da suo fratello. Il suo futuro marito, di origine giapponese ma cittadino americano a tutti gli effetti, ha piacere che lei si trasferirsca da lui negli States. Etsu inizierà pia piano ad avvicinarsi a Tokyo, studiando in una missione cristiana la lingua inglese e apprendendo i primi rudimenti di un sistema di vita sconosciuto rispetto a quello a cui è stata esposta sin dalla nascita. Grazie all’amorevolezza di Matsuo e della madre americana riuscirà a trascorrere nella sua nuova patria in serenità anni preziosi per la sua formazione con l’apertura mentale di chi intraprende il viaggio senza remore alcune. Capace di accogliere in sé senza discriminazioni di sorta due culture solo all’apparenza distinte e antitetiche e di educare le sue figlie Hanano e Chyio con grande sapienza e lungimiranza tanto da farle diventare  vere cittadine del mondo, al di là di un titolo italiano leggermente fuorviante (originariamente era “The Daughter of the Samurai” appena edito nel 1929) che rende solo in parte il senso di un’opera di grande portata, costruita in perfetto equilibrio su scuole di pensiero, azione e stili di vita di concezione diversa per rappresentare un’era storica altrettanto ricca di trasformazioni per il Paese del Sol Levante.

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Etsu Inagaki Sugimoto, Come un fiore di ciliegio nel vento, ISBN 9788809971684

La moglie di Dante di Martina Marazza

Un vecchio adagio parla in maniera ricorrente di quanto un uomo che ce l’ha fatta debba alla donna che gli ha guardato le spalle. Sarebbe tuttavia profondamente ingiusto parlare in questi termini di Gemma Donati, nobile fiorentina data in sposa a Dante Alighieri giovanissima. “Testa di Ruggine” sa leggere, scrivere e far di conto, ha opinioni personali che trova modi di comunicare alle persone di famiglia con grande schiettezza e attraverso la narrazione che la Marazza ci restituisce è ben decisa a vivere di luce propria e non semplicemente nel cono d’ombra di un marito poeta, assai colto e attivamente partecipe alla vita politica della sua città natale. Ed è ciò che fa nel momento in cui Dante, che ha ricoperto il ruolo di Priore, vittima di ingiuste accuse di natura politica, deve riparare altrove per poter sfuggire ai suoi detrattori. Cresce in modo impeccabile quattro figli, ne perde una neonata. Continua a pensare a colui che ha scelto come suo compagno in termini di grande affetto nonostante le tante prove in solitaria affrontate con grinta e tenacia e il lungo periodo di esilio a cui questi è stato condannato e che gli impedirà in vita di rientrare nella sua amata città. Le vicende narrate in prima persona dalla protagonista si delineano in  34 capitoli racchiusi in tre ampie sezioni coprendo un arco temporale che va dal 1285 al 1340, La narrazione tiene avvinto il lettore in maniera costante e lo porta con naturalezza alla fine di questa storia corposa che conta più di cinquecento pagine costellate da pagine di grande suggestione descrittiva ma anche notizie attinte dalla scrittrice inerenti la genesi delle principali opere del Sommo Poeta, Divina Commedia inclusa.

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Martina Marazza, La moglie di Dante ISBN 9788828206422

Quattro chiacchiere con Lucia Guida oltre la porta (socchiusa), intervista di Mario Borghi

In attesa dell’imminente prossima presentazione di “Oltre” rebloggo qui la bella intervista di Mario Borghi, scrittore e critico sul suo blog di lettura e scrittura. Come di sua tradizione Mario non ha badato a spese, rivolgendomi domande estremamente mirate formulate con precisione chirurgica.
L’intervista completa la trovate in originale qui


A presto




QUATTRO CHIACCHIERE CON LUCIA GUIDA OLTRE LA PORTA (SOCCHIUSA)

Ho letto la terza opera di Lucia Guida e, prima di scriverne, ho voluto scambiare con lei qualche parola.
Lucia, sempre garbata e gentile, ha accettato.

Lucia, ci conosciamo da anni, ma l’ultima volta che ci siamo sentiti “ufficialmente” sul mio blog, è stato circa dieci anni fa. Cosa è successo nel frattempo?

Ciao, Mario. In questo decennio ho pubblicato per altre tre case editrici, (Amarganta, Alcheringa e di recente Arkadia, curioso che inizino tutte per A… ), ho preso un master in italianistica, studiato parecchio per una selezione professionale. Letto tantissimo (secondo me, oltre che un piacere infinito è preciso dovere di un autore farlo in modo sistematico). Scritto tre romanzi: Romanzo Popolare, Come gigli di mare tra la sabbia e Oltre la porta socchiusa, una silloge di poesie in versi sciolti, “Interlinee”. Ho anche accettato di collaborare con piccoli contributi in prosa e poesia per antologie di autori vari. Recensito libri come freelance. Ho soprattutto riflettuto moltissimo sull’editoria contemporanea e sulla strada da quest’ultima di recente intrapresa, idealizzandola molto di meno che agli inizi. Provato a scrivere con maggior cognizione di causa (spero) e con il giusto ritmo, continuando a sondare con attenzione tutto ciò che mi circonda, dalle iscrizioni sul muro di cinta del parco che oltrepasso ogni giorno per andare al lavoro sino a ciò che mi tormenta ad altezza di cuore e di testa. Soprattutto non ho mai dato niente per scontato  mettendomi di continuo in discussione; ho con serenità anche valutato la possibilità di continuare a scrivere e di quanto questa cosa potesse ancora incidere nel mare magnum dei libri che continuano a essere stampati.

Da poco è arrivato il tuo Oltre la porta socchiusa, edito da Arkadia, sotto lo sguardo severo e inflessibile di Patrizio Zurru. Prima domanda: l’autrice da che parte guarda rispetto a quella porta? E cosa rappresenta quella porta?

Intanto permettimi di fare un plauso al team di SideKar, la collana per cui ho esordito in Arkadia coordinata da Patrizio Zurru, Mariela Peritore Fabbri e Ivana Peritore Fabbri che mi hanno scelta e continuano a seguirmi con grande e doverosa attenzione anche in questi primi passi del post pubblicazione. Attraverso una qualsiasi porta metaforicamente socchiusa io guardo sempre con diligente circospezione, chiamiamola così. Sono, cioè, sempre d’emblée propensa a cogliere il senso di apertura che una nuova circostanza mi prospetta. Da bravo acquario la cosa mi entusiasma parecchio ma poi nella fase successiva passo tutto con accuratezza al vaglio della ragione. Se, infatti, per me è importante mantenere sempre uno spiraglio di disponibilità è altrettanto però necessario provare a intravedere al di là delle apparenze. Caratterialmente è raro che chiuda in maniera definitiva porte ma quando lo faccio non torno più sui miei passi.

In questo romanzo si muovono due sorelle l’una l’opposto dell’altra e due uomini, anch’essi l’uno l’opposto dell’altro (oltre a un terzo uomo, marito di una delle sue sorelle). Come mai questa scelta?

Senza farne un romanzo corale ho provato a sondare l’animo umano da varie prospettive, da quella più solare e luminosa a quella decisamente più dark. Del resto, la realtà di tutti i giorni ci propone di continuo modelli variegati di comportamento e tipologie di umanità assai differenti le une dalle altre; conoscere significa anche prevenire, come un vecchio slogan un tempo recitava. L’esperienza è una grande maestra, va coltivata. Ed è sbagliato pensare (e concepire anche scrittoriamente) il mondo in termini di bianco in contrapposizione al nero. Il male esiste, è molto più diffuso di quanto non si pensi perché secondo me si nutre e prolifera anche grazie a una certa passività, all’indifferenza e alla superficialità da tanti praticata. Non mi interessa e quindi non vedo. Poi però mi stupisco se la quotidianità è piena di situazioni limite, per me inconcepibili. Dovremmo imparare nuovamente a praticare l’empatia, a provare a metterci poco alla volta nuovamente nei panni degli altri. E invece troppo spesso tiriamo dritto per comodità, per pigrizia.

La tua opera tocca alcuni argomenti, purtroppo, hot di questo periodo: stalking, femminicidio, condizione della donna, e altro. Come ti poni, nella tua vita, di fronte a queste problematiche?

In maniera estremamente assertiva, di manifesta condanna. Lo stalker e il femminicida per me non hanno scusanti né giustificazioni di nessun tipo. Bisognerebbe ricordarlo di più a qualche giornalista malato di benaltrismo che continua con pervicacia a parlare di “drammi d’amore” (sic!) in questioni in cui c’è un palese abuso di questo termine. Chi ti vuol realmente bene vuole per te il meglio a costo di sacrificare sé stesso rinunciando a un sentimento che non ha più rispondenza nella controparte. Limitare a qualsiasi titolo la libertà dell’altro è un delitto. Ciascuno di noi ha il sacrosanto diritto di poter cambiare idea in qualsiasi momento: in amore, in amicizia, nei rapporti di lavoro. I comportamenti debordanti non sono mai indice di equilibrio. Purtroppo viviamo in un’epoca in cui il voyerismo attraverso il web e i social ha trovato una sorta di consacrazione. Ciascuno di noi deve, a mio avviso, poter conservare una zona di propria ed esclusiva pertinenza e poter scegliere se permettere a qualcuno di accedervi o no. L’ho già detto e lo ripeto: pensare che una persona possa essere “cosa totalmente nostra” con atteggiamenti marcati di possesso non va bene. Chiedere rispetto per darne altrettanto a chi abbiamo di fronte è un atto dovuto, profondamente umano, e quindi da coltivare e incentivare in qualsiasi ambito.

Cosa ci racconti della genesi di questo romanzo? Senza paura di spoilerare, posso dire che inizia con un brutto incidente stradale, apparentemente “casuale.

Nel prologo, la protagonista, Alice Bellucci, resta vittima di un incidente che ne mette a repentaglio la vita. Quanto sia di sua responsabilità l’accaduto o debba ascriversi ad altro lo scoprirà il lettore nel prosieguo della storia… Posso soltanto dire che a volte il peggio arriva per aiutarci a sovvertire un ordine percepito e agito negativamente in vista di un bene maggiore futuro. Chiariamo: non è giusto accettare supinamente tutto ciò che di avverso e contrario ci accade, ma forse potrebbe esserci di conforto riflettere sulle potenzialità che anche il momento peggiore della nostra vita in nuce possiede. Oggi vado di adagio in adagio, e quindi potrei dirti che “non tutto il male viene per nuocere”, ad avere occhi per ben vedere…

Le due sorelle: una estroversa, sempre attiva, un po’ invadente, dinamica e sempre di classe; l’altra esattamente l’opposto. Interagiscono e spesso il lettore percepisce un certo fastidio da parte della seconda nei confronto della prima (che, detto fra noi, vorrebbe solo aiutarla). Tu da che parte stai? Voglio dire: l’aiuto di cui una persona, e nella fattispecie una donna, come andrebbe gestito?

Alice trova eccessiva la volontà ferrea di Betty di collocarla sentimentalmente parlando, però poi cede di continuo alle sue profferte e partecipa alle occasioni d’incontro da questa preconfezionate con uomini papabili a ricoprire il ruolo di fidanzati della sorella. A me non è mai capitato che qualcuno si prodigasse in tal senso per me. Sono, quindi, indulgente nei confronti di Betty che per affetto vorrebbe un happy ending affettivo-relazionale per tutti ma strizzo l’occhio in maniera solidale ad Alice. Non è peccato camminare in solitaria se al momento non hai avuto la possibilità di farlo con una persona che ti piaccia davvero, che ti sia affine e con cui hai voglia di procedere di pari passo

Abbiamo anche uno stalker, te lo chiedo secco: hai mai avuto a che fare con uno di loro? La tua descrizione di questo personaggio è talmente fatta bene che il lettore rimane perplesso.

Le relazioni vissute a ridottissima distanza non hanno mai fatto per me, probabilmente perché sono stata cresciuta da genitori iperprotettivi che in nome dell’affetto che per me nutrivano pretendevano di conoscere (e per certi versi dirigere) la mia vita. D’istinto scappo da tutto ciò che percepisco come soffocante, eccessivo perché penso che un sentimento autentico non sia fatto di controllo continuo ma di fiducia reciproca e di rispetto reale, come ho già espresso.  Una persona a me assai vicina ha avuto a che fare con un’altra persona che le ha rivolto attenzioni eccessive perché non accettava la fine della loro relazione. È stato un periodo pesante e profondamente infelice per tutti coloro legati alla questione più o meno indirettamente. Lo stalker di Alice, tuttavia, si muove nell’ombra all’insaputa della sua vittima sino alla fine. Siamo nel patologico conclamato. Per descrivere in maniera accurata questo stato di cose estremo e particolare mi sono andata a documentare leggendo studi scientifici sull’argomento e chiedendo un parere a chi queste dinamiche per professione le affronta quotidianamente. Mi lusinga che il principio di verosimiglianza sia stato pienamente rispettato: volevo provare a mettere nero su bianco i meccanismi che scattano nella mente di un individuo ossessionato da un suo simile. Probabilmente la mia sensibilità anche scrittoria e l’amore per il particolare hanno fatto il resto, ma ti assicuro che di autobiografico c’è davvero poco. Fortunatamente, aggiungo.

Riesci a descrivere scene e situazioni “forti” e “piccanti” sempre senza eccedere nel linguaggio e usando sempre un registro privo di termini volgari. Ci sveli il tuo segreto? E dire che sei insegnante e, anche non volendo, in classe credo che tu senta di tutto (e ti venga da rispondere per le rime).

Io credo che una scena di sesso non abbia bisogno di esser illustrata nei minimi particolari se questi non sono indispensabili all’economia della narrazione, a meno che io non sia un’autrice di  narrativa erotica. Deve, quindi, essere funzionale all’intreccio quanto basta, senza esagerazioni. Così anche nelle scene di contrappunto a quelle di Alice dedicate all’operato del suo stalker. Anche in questo caso non penso aggiunga una virgola in più di realismo esagerare nella ”mise en place”, diciamo così. Reputo sia il contenuto a farla da padrone più che il contenitore.
In classe come prof cerco di mantenere sempre un linguaggio e un comportamento ortodossi: se redarguisco una studentessa per un capo di abbigliamento forse più consono per una serata in discoteca o con gli amici che per un’occasione di lavoro a scuola cerco di vestirmi adeguatamente anch’io, altrimenti dal punto di vista educativo la mia richiesta di riflessione da parte sua non avrebbe senso. Ricordo anche di continuo che le imprecazioni peggiori le conosco benissimo e talvolta in privato le uso specie se arrabbiata ma ho troppo rispetto per il luogo in cui mi trovo e per loro stessi per esprimermi così anche in pubblico


Prima di concludere e di dedicarmi a una recensione, ti chiedo a quale fascia di pubblico e di età consiglieresti il tuo libro.

Credo che tutti i miei romanzi, dal primo all’ultimo, siano più adatti a un pubblico maturo, non tanto per le descrizioni elaborate con quello che tu hai definito “garbo” quanto invece per gli argomenti trattati. In ogni caso sottolineerei comunque l’importanza per un ragazzo in crescita del supporto e del filtro di un adulto di riferimento anche in ambito di lettura. Lo dico senza inutili pruderie e in qualità di educatrice, visto che ne abbiamo parlato poco fa. Ricordo con tenerezza di aver letto Flaubert o i romanzi di Colette di nascosto, prendendoli dalla libreria di mio padre a quattordici anni perché sapevo di attingere a qualcosa di artisticamente ineccepibile ma di proibito, di certo non adatto a un’adolescente. Forse mi sarebbe stato di grande aiuto avere accanto una persona di esperienza di famiglia pronta all’ascolto e al dialogo a cui comunicare con fiducia, apertamente, le tante impressioni suscitate in me da entrambi gli autori    

Grazie Lucia, ad maiora.

L’autrice
Nata a San Severo, abita e lavora a Pescara, città in cui insegna Inglese. Nel 2012 ha esordito con la silloge di racconti Succo di melagrana. Storie e racconti di vita quotidiana al femminile, menzione speciale al Premio Nazionale “Donne e così sia” (2014). Nel 2013 pubblica il suo primo romanzo La casa dal pergolato di glicine, premiato alla XIV Edizione del Premio Internazionale “Val di Vara-Alessandra Marziale” e al Concorso Letterario Nazionale “Urbe Parthenicum” (2015). Segue Romanzo popolare (2016), vincitore di diversi premi letterari di prestigio. Ha inoltre pubblicato la silloge di poesie Interlinee (2018). Con Come gigli di mare tra la sabbia (2021) è stata tra i finalisti del Premio Internazionale Samnium, riportando la menzione d’onore nei Premi Internazionali Cygnus Aureus e Navarro nel 2022 e la segnalazione nel IV Concorso Letterario Tre Colori per la sezione Bianco Avorio opere edite. Già curatrice di rubriche letterarie su siti di arte, musica e spettacolo, al momento si occupa di un blog sulla piattaforma WordPress e di alcune pagine su Facebook di scrittura e lettura dedicate ai suoi libri e alla propria attività di autrice. Per Arkadia Editore ha pubblicato Oltre la porta socchiusa (2024).

Mario Borghi

13220638_1142426682476639_7379951671705840034_oCon Mario Borghi al SalTo 2016