John Fante oltre Fante.
Ventun anni di Festival, letteratura, memoria, migrazioni e territorio.
Per Mentinfuga ho incontrato Giovanna Di Lello, direttrice del John Fante Festival “Il dio di mio padre”, per ripercorrere la storia di un progetto culturale nato a Torricella Peligna e cresciuto nel tempo ben oltre la celebrazione dello scrittore.
Una conversazione sul valore della letteratura quando riesce a diventare memoria condivisa, identità e comunità.
Buona lettura.
Lux
John Fante oltre Fante
Giovanna Di Lello, nata in Canada e cresciuta in Svizzera, è giornalista culturale, documentarista, docente di francese e organizzatrice di eventi. Laureata in Lingue e Letterature Straniere all’Università “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara, ha conseguito un master in Economia della Cultura all’Università di Roma Tor Vergata. Dal 2006 dirige il John Fante Festival Il dio di mio padre di Torricella Peligna, nato nel paese abruzzese d’origine della famiglia paterna dello scrittore.
Si occupa da anni di migrazioni, identità e cultura degli italiani all’estero. Ha lavorato nella segreteria del Comitato per le Questioni degli Italiani all’estero del Senato della Repubblica e ha collaborato al Rapporto Italiani nel Mondo della Fondazione Migrantes.
Nel 2003 ha realizzato il documentario John Fante. Profilo di scrittore, girato fra Italia e Stati Uniti e costruito attraverso materiali d’archivio e testimonianze di familiari, studiosi e scrittori. Ha successivamente realizzato altri lavori documentari dedicati ai temi dell’emigrazione e dell’identità e ha curato, insieme a Toni Ricciardi, il volume Dalla parte di John Fante. Scritti e testimonianze.
Giovanna, il John Fante Festival è arrivato alla ventunesima edizione. Che cosa resta oggi dell’intuizione originaria del 2006 e che cosa invece è profondamente cambiato?
Il Festival è nato per volontà del comune di Torricella Peligna, che ne è l’ente organizzatore, con l’obiettivo di omaggiare John Fante. Tuttavia, fin dall’inizio la mia intenzione è stata quella di andare oltre una semplice celebrazione, esplorando e sviluppando i temi presenti nelle opere dello scrittore. Nel corso degli anni, questo approccio ci ha permesso di crescere e attrarre ospiti di rilievo, rendendo il festival un appuntamento ormai consolidato nei circuiti nazionali.
I principali cambiamenti riguardano l’introduzione di numerosi premi all’interno del nostro festival, tra cui il Premio John Fante per l’opera prima, il Premio John Fante per l’opera prima Abruzzo, il Premio alla carriera e il Premio Italia Radici nel Mondo. Inoltre, abbiamo a disposizione un budget più consistente grazie anche al coinvolgimento di sponsor privati. Infine, c’è stato un impegno maggiore da parte della macchina amministrativa comunale che ha contribuito a rendere l’organizzazione dell’evento più importante.
Il successo delle edizioni è dovuto anche all’affiatamento del comitato organizzatore. Questo è composto da me e dagli amministratori del Comune di Torricella Peligna: il sindaco Carmine Ficca, la consigliera delegata alla cultura Loredana Piccirelli e il consigliere con delega all’organizzazione Nicola Di Pietrantonio. Con loro condivido tutte le mie scelte e c’è un dialogo costruttivo tra noi. Ho trovato a Torricella degli amministratori fantastici e molto empatici. Il sindaco, tra l’altro, è un giovane lungimirante che si muove sempre con grande rispetto e gentilezza, così come tutti i consiglieri. Questo clima di collaborazione permette di lavorare con serenità e libertà. Nei piccoli comuni si possono davvero trovare amministratori illuminati, in alcuni casi più che nelle città.
L’articolo originale è qui
George Elliot Clarke, ph, credit: Joseph Di Lello

